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Legale · Eredità e successioni

Eredità e successioni: accettare o rinunciare, quote, testamento e dichiarazione

Chi è chiamato all’eredità ha 10 anni per accettarla, ma se è in possesso di beni del defunto i tempi sono molto più brevi. Se ci sono o potrebbero esserci debiti, valuta la rinuncia o l’accettazione con beneficio d’inventario, che tiene separato il tuo patrimonio: attenzione, usare i beni ereditari può valere come accettazione. Coniuge e figli hanno sempre diritto a una quota di legittima, anche contro il testamento. La dichiarazione di successione si presenta entro 12 mesi dal decesso.

Aggiornato il Lettura 5 minuti Guida di Intervento.it · al tuo caso risponde un avvocato verificato

In breve

  • Accettazione: 10 anni di tempo; chi possiede beni ereditari deve fare l’inventario entro 3 mesi o diventa erede puro e semplice.
  • Con l’accettazione pura rispondi dei debiti del defunto anche con i tuoi beni; con il beneficio d’inventario solo nei limiti di quanto ricevi.
  • Coniuge e figli sono legittimari: hanno diritto a una quota anche se il testamento li esclude.
  • Dichiarazione di successione entro 12 mesi; l’imposta si calcola da soli e si paga entro 90 giorni dalla scadenza.
  • Imposta del 4% per coniuge e figli solo oltre 1 milione di euro a testa.

Accettare, rinunciare o accettare con beneficio d’inventario

SceltaCosa comportaQuando conviene
Accettazione pura e sempliceDiventi erede di tutto: beni e debiti, che paghi anche con il tuo patrimonio.Patrimonio chiaramente positivo e senza debiti.
Accettazione con beneficio d’inventarioDichiarazione davanti a notaio o cancelliere e inventario: i debiti si pagano solo con i beni ereditati.Patrimonio incerto, possibili debiti fiscali o bancari, minori o incapaci tra gli eredi (per loro è obbligatoria).
RinunciaDichiarazione davanti a notaio o cancelliere: non ricevi nulla e non rispondi dei debiti.Debiti superiori ai beni. La quota passa ai tuoi discendenti o agli altri eredi, che dovranno a loro volta decidere.

Accettazione tacita: se compi atti che solo un erede può fare, come vendere un bene del defunto, incassarne i crediti o usarne i soldi per spese tue, sei considerato erede e non puoi più rinunciare. Pagare le spese del funerale, invece, non vale come accettazione. Prima di toccare conti o beni, decidi.

Chi è nel possesso dei beni ereditari (per esempio vive nella casa del defunto) deve fare l’inventario entro 3 mesi dall’apertura della successione, altrimenti è considerato erede puro e semplice.

Chi eredita e le quote di legittima

Senza testamento eredita la famiglia secondo l’ordine di legge: coniuge, figli, poi genitori, fratelli e altri parenti fino al sesto grado. Per esempio, con coniuge e un figlio metà ciascuno; con coniuge e più figli un terzo al coniuge e due terzi divisi tra i figli.

Con il testamento il defunto può disporre liberamente solo della quota disponibile: una parte è riservata ai legittimari (coniuge, figli e, in mancanza di figli, genitori).

FamiliariQuota riservata
Solo il coniugeMetà del patrimonio, più il diritto di abitazione nella casa familiare
Un figlio, senza coniugeMetà
Più figli, senza coniugeDue terzi, divisi tra loro
Coniuge e un figlioUn terzo ciascuno
Coniuge e più figliUn quarto al coniuge, metà ai figli

Se testamento o donazioni fatte in vita hanno leso la tua quota, puoi agire con l’azione di riduzione, entro 10 anni dall’accettazione dell’eredità da parte di chi ha ricevuto di più.

Il testamento: validità e impugnazione

  • Olografo: scritto tutto a mano, datato e firmato dal testatore. Va pubblicato da un notaio dopo il decesso.
  • Pubblico: ricevuto da un notaio alla presenza di testimoni.
  • Si impugna per vizi di forma (per esempio non scritto di pugno), per incapacità del testatore al momento della redazione, per violenza, dolo o errore, entro 5 anni dalla esecuzione delle disposizioni; la nullità per falsità non ha termine. Diverso è il caso del testamento valido che lede la legittima, per cui serve l’azione di riduzione.

Chi trova un testamento olografo deve portarlo a un notaio per la pubblicazione. Nasconderlo o distruggerlo può far perdere il diritto all’eredità.

Debiti del defunto, conti e casa

  • Conti correnti: alla notizia del decesso la banca li blocca. Per sbloccarli servono di solito la dichiarazione di successione o un atto notorio e i documenti degli eredi; per somme contenute alcune banche applicano procedure semplificate.
  • Debiti: si dividono tra gli eredi in proporzione alle quote. Prima di accettare, verifica cartelle, finanziamenti, fideiussioni, debiti condominiali e fiscali: l’Agenzia delle Entrate-Riscossione e le centrali dei rischi forniscono informazioni agli eredi.
  • Casa familiare: il coniuge superstite ha diritto di abitazione e di uso dei mobili, anche se ci sono altri eredi.
  • Pensione e TFR: alcune somme, come il TFR non ancora pagato e la pensione di reversibilità, spettano ai familiari per legge, anche se rinunciano all’eredità.

Dividere l’eredità tra eredi

Finché non si divide, i beni sono in comunione: ciascun erede ha una quota di tutto. La divisione si può fare:

  1. d’accordo, con un atto notarile (necessario per gli immobili) che assegna i beni o prevede conguagli in denaro;
  2. con la mediazione, obbligatoria prima di una causa di divisione, che spesso sblocca situazioni ferme da anni;
  3. con una causa, in cui il giudice divide o fa vendere i beni non divisibili.

Nel frattempo chi usa un immobile in comune può dover un’indennità agli altri, e le spese si dividono per quote. Le donazioni ricevute in vita da figli e coniuge vanno di regola «collazionate», cioè conteggiate nella divisione.

Dichiarazione di successione e imposte

  • Va presentata all’Agenzia delle Entrate entro 12 mesi dal decesso, online anche con il modello precompilato, da uno degli eredi per tutti.
  • In genere non è obbligatoria se l’eredità va a coniuge e parenti in linea retta, non comprende immobili e ha un valore non superiore a 100.000 euro.
  • Dal 2025 l’imposta si autoliquida e si paga entro 90 giorni dalla scadenza della dichiarazione; sopra 1.000 euro si può pagare il 20% e il resto a rate trimestrali.
  • Aliquote: 4% per coniuge e parenti in linea retta oltre 1 milione di euro ciascuno; 6% per fratelli e sorelle oltre 100.000 euro; 6% per altri parenti; 8% per gli altri. Per le persone con disabilità grave la franchigia è di 1,5 milioni.
  • Per gli immobili si pagano anche le imposte ipotecaria e catastale, in misura fissa se è la prima casa di un erede, e va fatta la voltura catastale: vedi catasto e visure.

Per la parte fiscale e la presentazione può aiutarti anche un professionista del settore Fisco.

Cosa fa l’avvocato su Intervento

Descrivi la famiglia, se c’è un testamento, quali beni e quali debiti conosci, e allega i documenti che hai. L’orientamento gratuito ti dice quali termini sono più vicini. Con l’Esperto un avvocato verificato ti risponde per iscritto entro 4 ore: se conviene accettare o rinunciare, quale quota ti spetta, come muoverti con gli altri eredi. Con il livello Soluzione prepara lettere agli altri eredi o la domanda di mediazione, su preventivo. Per cause e impugnazioni ti dice se hanno senso e quanto possono costare.

Da sapere

Questa guida descrive le regole generali in vigore al 20 ottobre 2026. Ogni successione dipende da famiglia, testamento, donazioni e debiti: prima di compiere atti sui beni del defunto, chiedi un parere.

Richieste come queste

Scrivile con parole tue: i termini tecnici li trova l’AI e il professionista legge i documenti che alleghi.

  • Mio padre è morto lasciando un mutuo e forse debiti con il fisco: come capisco se mi conviene rinunciare?
    Parti da questo esempio
  • Il testamento lascia tutto a mio fratello: io e mia madre abbiamo diritto a qualcosa?
    Parti da questo esempio
  • Siamo tre fratelli eredi di una casa e uno ci vive senza pagare nulla: cosa possiamo fare?
    Parti da questo esempio
  • Ho già usato il conto di mia madre per pagare alcune bollette: posso ancora rinunciare all’eredità?
    Parti da questo esempio

Domande su eredità e successioni

Entro quanto tempo si accetta o si rinuncia a un’eredità?

Entro 10 anni dall’apertura della successione. Ma chi è nel possesso dei beni ereditari deve fare l’inventario entro 3 mesi, altrimenti è considerato erede puro e semplice; e chiunque abbia un interesse può chiedere al giudice di fissare un termine più breve.

Se rinuncio all’eredità devo pagare i debiti?

No: con la rinuncia non diventi erede e non rispondi dei debiti. Attenzione però agli atti che valgono come accettazione tacita, come usare i soldi del defunto o vendere suoi beni: dopo, la rinuncia non è più possibile.

Cos’è la quota di legittima?

È la parte di eredità che la legge riserva a coniuge, figli e, in mancanza di figli, genitori, anche contro il testamento. Se è stata lesa da testamento o donazioni, il legittimario può agire con l’azione di riduzione.

Quando è obbligatoria la dichiarazione di successione?

Di regola sempre, entro 12 mesi dal decesso. Non serve in genere se l’eredità va a coniuge e figli, non comprende immobili e vale non più di 100.000 euro. L’imposta va calcolata e pagata dagli eredi entro 90 giorni dalla scadenza.

Come si divide una casa ereditata tra fratelli?

D’accordo, con un atto notarile che la assegna a uno con conguagli agli altri o ne prevede la vendita; altrimenti con la mediazione obbligatoria e, se non si trova un accordo, con una causa di divisione in cui il giudice può disporre la vendita.

Quanto costa un parere su un’eredità su Intervento?

L’orientamento è gratuito. La risposta scritta di un avvocato verificato (Esperto) costa 49,90 € IVA inclusa, entro 4 ore; lettere e domande di mediazione sono con il livello Soluzione, su preventivo.

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