In breve
- 60 giorni dalla notifica per pagare, rateizzare o fare ricorso a un giudice tributario; per i contributi INPS e le multe i termini sono più brevi.
- Nel 2026, fino a 120.000 euro, puoi chiedere fino a 84 rate mensili senza documentare nulla oltre alla dichiarazione di difficoltà.
- Il piano di rate decade se salti 8 rate, anche non consecutive.
- Se hai già pagato o il debito era prescritto prima della cartella, chiedi la sospensione con l’istanza entro 60 giorni.
- La rottamazione quinquies si è chiusa il 30 aprile 2026: oggi le strade sono la rateizzazione, l’annullamento o il ricorso.
Come si legge una cartella
La cartella arriva dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione (o da un altro agente per alcuni enti locali), per PEC o per raccomandata. Nelle pagine interne trovi:
- l’ente creditore: Agenzia delle Entrate, INPS, Comune, Regione, Prefettura;
- il tributo e l’anno di riferimento, con il codice dell’atto di origine (avviso bonario, accertamento, verbale);
- gli importi divisi tra imposta, sanzioni, interessi e oneri di riscossione;
- la data di notifica: da lì partono tutti i termini. Se l’hai ricevuta per PEC conta la data di consegna nella casella; per raccomandata, la data sulla ricevuta o quella del deposito in caso di assenza.
Puoi vedere tutte le cartelle a tuo nome, anche quelle che non ricordi, nell’area riservata del sito dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione, alla voce che mostra la situazione debitoria.
Le scadenze da segnare
| Cosa vuoi fare | Entro quando | Note |
|---|---|---|
| Pagare tutto senza interessi di mora | 60 giorni dalla notifica | Dopo si aggiungono gli interessi di mora giorno per giorno. |
| Chiedere la rateizzazione | Prima possibile; meglio entro 60 giorni | Si può chiedere anche dopo, ma prima che partano fermi o pignoramenti. |
| Istanza di sospensione (già pagato, prescritto, sgravio) | 60 giorni dalla notifica del primo atto di riscossione | Va all’Agenzia delle Entrate-Riscossione, con i documenti. |
| Ricorso per imposte e tasse | 60 giorni | Alla Corte di giustizia tributaria. |
| Opposizione per contributi INPS | 40 giorni | Al giudice del lavoro. |
| Opposizione per multe stradali | 30 giorni | Al giudice di pace, per vizi della cartella o della notifica. |
Una cartella contro cui non agisci diventa definitiva: dopo, potrai contestare solo i vizi successivi, come la prescrizione maturata dopo la notifica.
Rateizzare la cartella: quante rate e come
La rateizzazione si chiede all’Agenzia delle Entrate-Riscossione online, con il servizio dell’area riservata, oppure via PEC o allo sportello con i moduli.
- Fino a 120.000 euro: nel 2025 e nel 2026 bastano una dichiarazione di temporanea difficoltà economica per avere fino a 84 rate mensili. Per i piani chiesti nel 2027 e 2028 si sale a 96 rate, dal 2029 a 108.
- Più rate o importi oltre 120.000 euro: fino a 120 rate mensili, documentando la difficoltà con l’ISEE per le persone fisiche e le ditte individuali in contabilità semplificata, o con indici di bilancio per società e associazioni.
- Effetti: dal momento della richiesta non possono partire nuovi fermi o ipoteche, e finché paghi non partono pignoramenti. Fermi e ipoteche già iscritti restano, ma il fermo si può sospendere pagando la prima rata.
- Decadenza: per i piani chiesti dal 16 luglio 2022 si perde il beneficio con 8 rate non pagate, anche non consecutive, e quel debito non si può più rateizzare.
La rata minima è di solito 50 euro. Puoi mettere più cartelle in un unico piano o tenerle separate: separarle evita che un problema su una faccia decadere tutto.
Cartella già pagata o prescritta: come farla annullare
Molte cartelle contengono debiti che non sono più dovuti. I casi più frequenti:
- Debito già pagato, per esempio un bollo auto o un avviso bonario pagati in ritardo o con il codice sbagliato.
- Sgravio già concesso dall’ente, o sentenza che ha annullato l’atto di origine.
- Prescrizione o decadenza maturate prima che il debito fosse affidato alla riscossione.
In questi casi presenti la dichiarazione di sospensione all’Agenzia delle Entrate-Riscossione entro 60 giorni dalla notifica, allegando le prove. L’agente la gira all’ente creditore; se l’ente non risponde entro i termini di legge, il debito si annulla. Puoi anche chiedere l’annullamento direttamente all’ente (autotutela), ma non sospende i termini per il ricorso.
Quando una cartella è prescritta
La prescrizione dipende dal tipo di debito, non dalla cartella. Ogni atto notificato correttamente (cartella, intimazione, sollecito) la interrompe e la fa ripartire da capo.
| Debito | Prescrizione |
|---|---|
| IRPEF, IVA, IRES, registro e altri tributi erariali | 10 anni |
| Contributi INPS | 5 anni |
| IMU, TARI e altri tributi locali | 5 anni |
| Bollo auto | 3 anni |
| Multe stradali | 5 anni |
| Sanzioni e interessi | 5 anni |
Per sapere se una cartella è prescritta bisogna ricostruire tutti gli atti notificati dopo di essa: l’estratto di ruolo e le relate di notifica si chiedono all’Agenzia delle Entrate-Riscossione. L’estratto di ruolo da solo non si può impugnare; la prescrizione si fa valere con l’istanza o contro il primo atto successivo che ricevi.
Fermo, ipoteca e pignoramento: cosa può succedere
- Fermo amministrativo dell’auto: arriva prima un preavviso con 30 giorni per pagare o rateizzare. Se il veicolo serve per lavorare (bene strumentale), puoi dimostrarlo e il fermo non si iscrive. Con il fermo l’auto non può circolare.
- Ipoteca sugli immobili: solo per debiti di almeno 20.000 euro e dopo un preavviso di 30 giorni.
- Pignoramento dello stipendio o della pensione: l’agente può trattenere un decimo dello stipendio netto fino a 2.500 euro, un settimo tra 2.500 e 5.000 euro, un quinto oltre. Sulla pensione resta sempre libera una quota minima.
- Pignoramento del conto: vale per le somme sul conto, con limiti per stipendi e pensioni già accreditati.
- Prima casa: l’Agenzia delle Entrate-Riscossione non può pignorarla se è l’unica abitazione, non è di lusso e ci hai la residenza.
Se è passato più di un anno dalla notifica della cartella, prima di pignorare l’agente deve mandarti un’intimazione di pagamento, che dà altri 5 giorni. Ogni atto di questi è il momento per verificare la prescrizione e chiedere le rate.
Rottamazione e altre definizioni
La rottamazione quinquies riguardava le cartelle affidate dal 2000 al 2023 per imposte dichiarate e non versate e per contributi INPS non da accertamento: la domanda andava presentata entro il 30 aprile 2026, con pagamento in un’unica soluzione o fino a 54 rate bimestrali e interessi del 3% annuo. Chi ha aderito decade con due rate non pagate. Oggi non si può più aderire: se in futuro verrà aperta una nuova definizione, aggiorneremo questa pagina.
Cosa fa il commercialista su Intervento
Carica la cartella o l’elenco delle cartelle dall’area riservata. L’orientamento gratuito ti dice di che debito si tratta, quanto è urgente e quali scadenze ci sono. Con l’Analisi ottieni subito la lettura automatica completa: enti, anni, importi divisi per voce. Con l’Esperto un commercialista verificato valuta se il debito è dovuto, se c’è prescrizione, quale piano di rate conviene e cosa fare con fermo o pignoramento, per iscritto entro 4 ore. Con il livello Soluzione prepara l’istanza di sospensione o la domanda di rateizzazione, su preventivo.
Se la cartella nasce da un avviso dell’Agenzia delle Entrate che non hai mai visto, leggi anche avvisi dell’Agenzia delle Entrate; se riguarda contributi, INPS e contributi.
Questa guida descrive le regole in vigore al 20 ottobre 2026. Prescrizione e termini dipendono dagli atti notificati nel tuo caso: se hai ricevuto un preavviso di fermo o un pignoramento, scegli la fascia Prioritaria o Urgente.