In breve
- Avviso di addebito: 60 giorni per pagare o chiedere le rate, 40 giorni per l’opposizione sul merito.
- I contributi previdenziali si prescrivono in 5 anni, e la prescrizione non si può rinunciare: i contributi prescritti non si pagano più (ma non contano per la pensione).
- Artigiani e commercianti pagano un minimo fisso anche con redditi bassi; la gestione separata no.
- Una partita IVA chiusa male può generare contributi minimi che continuano a maturare.
- Prima dell’avviso spesso arriva una comunicazione bonaria dell’INPS: è il momento migliore per chiarire.
Che documento ti è arrivato
| Documento | Cosa significa | Termine |
|---|---|---|
| Comunicazione o lettera bonaria | L’INPS segnala contributi non versati o differenze e invita a regolarizzare. | Quello indicato; conviene rispondere con i documenti. |
| Avviso di addebito | Atto esecutivo dell’INPS: vale come cartella, senza bisogno di altri atti. | 60 giorni per pagare; 40 per opporsi nel merito, 20 per vizi formali. |
| Cartella o intimazione dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione per contributi | L’avviso non pagato è stato affidato alla riscossione. | Vedi cartelle e riscossione. |
| Verbale di accertamento | Esito di un’ispezione su un’azienda o un lavoratore autonomo. | Ricorso amministrativo o giudiziale nei termini indicati. |
Gestione separata, artigiani, commercianti: chi paga cosa
- Gestione separata: professionisti senza cassa, collaboratori, amministratori di società, chi supera i 5.000 euro di prestazioni occasionali. Si paga una percentuale del reddito, senza minimi: con reddito zero, contributi zero.
- Artigiani e commercianti: titolari e soci lavoratori di imprese artigiane e commerciali, agenti di commercio. C’è un contributo fisso sul reddito minimo, pagato in quattro rate anche se l’attività guadagna poco, più una percentuale sul reddito che lo supera. I forfettari possono chiedere la riduzione del 35%.
- Casse professionali: avvocati, ingegneri, architetti, geometri, commercialisti, medici e altri iscritti a un albo con cassa propria. Regole, minimi e scadenze sono quelle della cassa.
Errori tipici: soci di SRL che lavorano in azienda e non sono iscritti alla gestione commercianti; chi ha aperto partita IVA con un codice ATECO sbagliato; doppie iscrizioni. Sull’apertura della partita IVA vedi partita IVA e regimi.
Come verificare se i contributi richiesti sono dovuti
- Periodo: verifica gli anni richiesti. Contributi di oltre 5 anni prima, senza atti interruttivi notificati nel frattempo, sono prescritti.
- Gestione e iscrizione: eri davvero tenuto a quella gestione in quel periodo? Se l’attività era chiusa o sospesa, servono le prove (chiusura della partita IVA, cancellazione dal registro imprese).
- Pagamenti: cerca gli F24 versati e confrontali con il cassetto previdenziale dell’area riservata INPS. Spesso il pagamento c’è ma è stato attribuito male.
- Reddito: per la parte percentuale, controlla che il reddito usato dall’INPS sia quello della tua dichiarazione.
- Sanzioni: le sanzioni civili per omesso o ritardato versamento hanno regole e riduzioni proprie, anche in caso di regolarizzazione spontanea.
Pagare o rateizzare
Se l’importo è dovuto, puoi pagarlo con i modelli allegati all’avviso o chiedere una rateizzazione all’INPS finché l’avviso non è stato affidato alla riscossione; dopo, la rateizzazione si chiede all’Agenzia delle Entrate-Riscossione con le sue regole. Pagare a rate è utile anche per ottenere il DURC regolare, necessario a imprese e professionisti per lavorare con enti pubblici e molte aziende.
Contestare un avviso di addebito
- Nel merito (contributi non dovuti, prescritti, già pagati, calcolati male): ricorso al giudice del lavoro entro 40 giorni dalla notifica.
- Per vizi dell’atto o della notifica: opposizione agli atti esecutivi entro 20 giorni.
- Prescrizione maturata dopo la notifica dell’avviso: si fa valere contro l’atto successivo che ricevi.
- Per errori evidenti, come un pagamento non abbinato, si può chiedere all’INPS lo sgravio in autotutela, ma la richiesta non ferma i termini: se scadono, l’avviso diventa definitivo.
Le scadenze dei contributi per chi ha partita IVA
| Gestione | Cosa si paga | Quando |
|---|---|---|
| Artigiani e commercianti, parte fissa | Contributi sul minimale di reddito | Quattro rate: maggio, agosto, novembre e febbraio dell’anno dopo |
| Artigiani e commercianti, parte eccedente | Percentuale sul reddito oltre il minimale | Con le imposte: saldo e primo acconto a fine giugno, secondo acconto a novembre |
| Gestione separata (professionisti) | Percentuale sul reddito | Con le imposte, in saldo e acconti |
| Committenti di collaboratori | Contributi in gestione separata dei collaboratori | Entro il 16 del mese successivo al pagamento del compenso |
Un versamento in ritardo di pochi giorni costa sanzioni civili ridotte se regolarizzi spontaneamente; lasciar correre fa arrivare l’avviso con sanzioni più alte.
Datori di lavoro domestico e piccole aziende
Chi ha una colf, una badante o una baby-sitter paga i contributi all’INPS ogni trimestre con il bollettino o il modello di pagamento dedicato, entro il 10 del mese successivo al trimestre. Contributi non pagati possono arrivare anni dopo con un avviso e, soprattutto, fanno perdere al lavoratore pensione e indennità. Su contratti e contributi del lavoro domestico vedi colf e badanti. Per le aziende con dipendenti, i contributi passano dal flusso mensile del consulente del lavoro: un DURC irregolare spesso nasce da un piccolo errore di versamento che si risolve in fretta, se lo si guarda subito.
Estratto conto contributivo e pensione
L’estratto conto contributivo, nell’area riservata dell’INPS con SPID o CIE, mostra settimana per settimana i contributi accreditati. Controllalo ogni tanto, non solo alla vigilia della pensione:
- periodi di lavoro dipendente mancanti: il datore potrebbe non aver versato; chiedi la rettifica con buste paga e CU, e vedi TFR e contributi;
- servizio militare, maternità, disoccupazione, malattia lunga: possono dare contributi figurativi da far accreditare;
- contributi in più gestioni: esistono cumulo, totalizzazione e ricongiunzione per farli contare insieme;
- laurea e periodi scoperti: si possono riscattare a pagamento, con agevolazioni in alcuni casi.
Partita IVA chiusa ma contributi che continuano
Per artigiani e commercianti l’iscrizione INPS cessa solo con la cancellazione dal registro delle imprese o dall’albo e la relativa comunicazione: chiudere la sola partita IVA non sempre basta. Se continui a ricevere richieste di contributi per anni in cui non lavoravi, raccogli le prove della cessazione effettiva dell’attività e chiedi la cancellazione con la data corretta. Più aspetti, più arretrati si accumulano.
Cosa fa il professionista su Intervento
Fotografa l’avviso o la lettera dell’INPS e indica il tuo tipo di attività. L’orientamento gratuito ti dice che documento è e quali termini stanno correndo. Con l’Analisi ottieni subito la lettura automatica di periodi e importi. Con l’Esperto un commercialista o un consulente del lavoro verificato ti risponde per iscritto entro 4 ore: se i contributi sono dovuti, se c’è prescrizione, se conviene rateizzare o contestare. Con il livello Soluzione prepara l’istanza di sgravio o di rateizzazione, su preventivo.
Questa guida descrive le regole generali in vigore al 20 ottobre 2026. Aliquote e minimali cambiano ogni anno con le circolari INPS e le casse professionali hanno regole proprie: per il tuo caso servono l’atto e l’estratto conto.