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Lavoro · Colf e badanti

Colf e badanti: come assumere, quanto costa e cosa fare quando il rapporto finisce

Per assumere una colf o una badante si applica il contratto collettivo del lavoro domestico: scegli il livello in base alle mansioni (per esempio CS per l’assistenza a una persona non autosufficiente), firma una lettera di assunzione e fai la comunicazione all’INPS entro le 24 ore del giorno prima dell’inizio. Ogni trimestre paghi i contributi all’INPS; ogni mese la retribuzione con il prospetto paga. A fine rapporto spettano TFR, ferie e tredicesima maturate. Il datore di lavoro è la famiglia, con obblighi veri: farlo «in nero» espone a sanzioni e cause.

Aggiornato il Lettura 4 minuti Guida di Intervento.it · al tuo caso risponde un consulente del lavoro verificato

In breve

  • Minimi 2026 a ore: colf livello B 7,01 €, badante di persona autosufficiente BS 7,45 €, di persona non autosufficiente CS 8,91 €.
  • Badante convivente livello CS: minimo di 1.193,84 € al mese nel 2026, più vitto e alloggio.
  • Comunicazione di assunzione all’INPS entro le 24 ore del giorno precedente l’inizio del lavoro.
  • Contributi all’INPS ogni trimestre, entro il 10 del mese successivo (aprile, luglio, ottobre, gennaio).
  • I contributi sono deducibili fino a 1.549,37 € l’anno; per l’assistenza a non autosufficienti c’è anche una detrazione.

Livelli e minimi del contratto

LivelloMansioni tipicheMinimo orario 2026 (non conviventi)
BColf con esperienza: pulizie, stiro, cucina, commissioni.7,01 €
BSAssistenza a persona autosufficiente, baby-sitter.7,45 €
CSAssistenza a persona non autosufficiente, senza formazione specifica.8,91 €
DSAssistenza a non autosufficienti con formazione specifica, responsabilità più ampie.Più alto, da tabella

Per i lavoratori conviventi i minimi sono mensili (per il livello CS 1.193,84 € nel 2026) e si aggiungono vitto e alloggio, che se non forniti vanno pagati con un’indennità. I minimi si aggiornano ogni anno a gennaio: verifica le tabelle in vigore. Si possono sempre pagare importi più alti; mai più bassi.

Come si assume, passo per passo

  1. Scegli il livello e l’orario: convivente o no, ore settimanali, giorni di riposo, mansioni.
  2. Documenti del lavoratore: documento d’identità e codice fiscale; per i cittadini non UE un permesso di soggiorno che consenta il lavoro.
  3. Lettera di assunzione firmata da entrambi: data di inizio, livello, orario, retribuzione, periodo di prova, eventuale vitto e alloggio.
  4. Comunicazione all’INPS online, da soli con SPID o tramite patronato o consulente, entro le 24 ore del giorno prima dell’inizio. L’INPS la gira agli altri enti.
  5. Ogni mese: paga con mezzi tracciabili e consegna il prospetto paga. Ogni trimestre: paga i contributi con l’avviso PagoPA dell’INPS.

Anche per poche ore a settimana il rapporto va regolarizzato: non esiste una soglia sotto cui si può pagare «in nero». Per baby-sitter occasionali esistono strumenti come il libretto di famiglia, con limiti precisi.

Quanto costa davvero

Oltre alla paga oraria o mensile, il costo per la famiglia comprende:

  • contributi INPS a carico del datore, calcolati per ora lavorata con importi diversi in base alla retribuzione e all’orario settimanale (più bassi oltre 24 ore settimanali);
  • tredicesima, pagata a dicembre;
  • ferie: 26 giorni lavorativi l’anno, retribuiti;
  • TFR, che matura ogni anno e si paga alla fine del rapporto (o in anticipo annuale se concordato);
  • vitto e alloggio per i conviventi, sostituzioni per ferie e malattia.

Per una badante convivente a tempo pieno, nel complesso si spende di solito molto più della sola retribuzione: fai il conto annuale prima di decidere.

Orari, riposi, ferie e malattia

  • Orario: per i conviventi fino a 10 ore al giorno non consecutive e 54 a settimana; per i non conviventi fino a 8 ore al giorno e 40 a settimana. Le ore in più sono straordinario.
  • Riposi: per i conviventi 36 ore settimanali (24 la domenica e 12 in un altro giorno) e un riposo durante la giornata.
  • Ferie: 26 giorni lavorativi l’anno, da concordare.
  • Malattia: è pagata dal datore per un numero di giorni l’anno che cresce con l’anzianità, secondo il contratto; non c’è indennità INPS come per gli altri dipendenti.
  • Maternità: la lavoratrice è tutelata e riceve l’indennità dall’INPS.

Quando il rapporto finisce

Nel lavoro domestico entrambe le parti possono recedere con preavviso, senza dover dare una giusta causa, salvo i casi di tutela (per esempio la maternità). Il preavviso dipende dall’anzianità e dall’orario; se non viene dato, si paga l’indennità corrispondente. Per un fatto grave il recesso può essere immediato.

  • La cessazione va comunicata all’INPS entro 5 giorni.
  • Alla fine si pagano retribuzione fino all’ultimo giorno, ferie non godute, ratei di tredicesima e TFR.
  • Se la persona assistita muore, il rapporto si chiude con il preavviso a carico degli eredi; per la badante convivente ci sono tempi per lasciare l’alloggio previsti dal contratto.

Le dimissioni del lavoratore domestico non richiedono la procedura telematica: basta una comunicazione scritta. Su TFR e contributi vedi TFR e contributi.

Un rapporto in nero: rischi e come regolarizzarlo

Un rapporto non dichiarato espone la famiglia a sanzioni amministrative per il lavoro irregolare, al recupero dei contributi arretrati con sanzioni civili e, soprattutto, a cause del lavoratore per differenze di paga, TFR e contributi anche anni dopo. Se hai un rapporto non regolare:

  • fai da subito la comunicazione di assunzione e applica il contratto collettivo, con il livello giusto;
  • valuta con un consulente come gestire il periodo passato: a volte conviene un accordo conciliativo in una sede protetta, che chiude le pretese reciproche;
  • conserva da ora in poi prospetti paga firmati, pagamenti tracciabili e ricevute dei contributi.

Lavoratori stranieri

Un cittadino dell’Unione europea si assume come un italiano. Un cittadino di un paese extra UE già in Italia deve avere un permesso di soggiorno che consenta di lavorare, da verificare prima dell’assunzione e alla scadenza. Per far venire una persona dall’estero esiste la procedura dei flussi d’ingresso, con quote e finestre temporali stabilite ogni anno, e per l’assistenza familiare sono previsti canali dedicati. Impiegare chi non ha un permesso valido è un reato per il datore: in caso di dubbio, verifica prima.

Agevolazioni fiscali e contributive

  • Deduzione dei contributi versati per colf e badanti, nella parte a carico del datore, fino a 1.549,37 euro l’anno.
  • Detrazione del 19% sulle spese per gli addetti all’assistenza di persone non autosufficienti, fino a 2.100 euro di spesa, se il reddito di chi la chiede non supera 40.000 euro.
  • Per alcune famiglie con anziani molto avanti con gli anni e titolari di indennità di accompagnamento sono previsti esoneri contributivi temporanei: verifica i requisiti in vigore prima dell’assunzione.

Come indicarle nella dichiarazione: dichiarazione dei redditi.

Cosa fa il consulente su Intervento

Descrivi chi deve essere assistito o cosa serve in casa, l’orario e se la persona sarà convivente. L’orientamento gratuito ti dice quale livello è probabile e cosa preparare. Con l’Esperto un consulente del lavoro iscritto all’albo ti risponde per iscritto entro 4 ore: livello, costo annuo stimato, documenti e passaggi. Con il livello Soluzione si occupa di assunzione, buste paga e contributi o dei conteggi di fine rapporto, su preventivo.

Da sapere

Questa guida descrive le regole del contratto del lavoro domestico e i minimi in vigore al 20 ottobre 2026. I minimi si aggiornano ogni gennaio e alcune agevolazioni sono temporanee: verifica sempre le tabelle in vigore.

Richieste come queste

Scrivile con parole tue: i termini tecnici li trova l’AI e il professionista legge i documenti che alleghi.

  • Devo assumere una badante convivente per mia madre non autosufficiente: quale livello e quanto costa in un anno?
    Parti da questo esempio
  • La colf lavora da noi 6 ore a settimana da tre anni senza contratto: come la mettiamo in regola?
    Parti da questo esempio
  • Mio padre è mancato e la badante viveva con lui: cosa le spetta e entro quando deve lasciare la casa?
    Parti da questo esempio
  • La baby-sitter vuole essere pagata con il libretto di famiglia: è possibile per 15 ore a settimana?
    Parti da questo esempio

Domande su colf e badanti

Quanto costa una badante convivente nel 2026?

Il minimo per il livello CS, assistenza a persona non autosufficiente, è di 1.193,84 euro al mese nel 2026, più vitto e alloggio. A questo si aggiungono contributi INPS, tredicesima, ferie e TFR: il costo annuo complessivo è sensibilmente più alto della sola retribuzione.

Come si assume una colf?

Si sceglie il livello del contratto del lavoro domestico, si firma una lettera di assunzione e si fa la comunicazione all’INPS entro le 24 ore del giorno precedente l’inizio. Poi si paga la retribuzione ogni mese e i contributi ogni trimestre.

Quando si pagano i contributi di colf e badanti?

Ogni trimestre, entro il 10 del mese successivo: 10 aprile, 10 luglio, 10 ottobre e 10 gennaio. Si pagano con l’avviso PagoPA generato dall’INPS; alla cessazione del rapporto entro 10 giorni.

Posso licenziare la badante?

Sì: nel lavoro domestico il datore può recedere senza giusta causa dando il preavviso previsto dal contratto, che dipende da anzianità e orario. Fanno eccezione i casi tutelati, come la maternità. La cessazione va comunicata all’INPS entro 5 giorni.

Le spese per la badante si scaricano?

I contributi a carico del datore sono deducibili fino a 1.549,37 euro l’anno. Per l’assistenza a persone non autosufficienti c’è anche una detrazione del 19% su massimo 2.100 euro di spesa, per redditi fino a 40.000 euro.

Quanto costa una consulenza su Intervento?

L’orientamento è gratuito. La risposta scritta di un consulente del lavoro iscritto all’albo (Esperto) costa 49,90 € IVA inclusa, entro 4 ore; la gestione del rapporto è con il livello Soluzione, su preventivo.

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