In breve
- Tempo determinato: fino a 12 mesi senza motivazione; fino a 24 con le causali previste dai contratti collettivi o, fino al 31 dicembre 2026, concordate tra le parti.
- Periodo di prova: fino a 6 mesi nei contratti a tempo indeterminato, secondo il contratto collettivo; nei contratti a termine proporzionato alla durata.
- Comunicazione obbligatoria di assunzione entro il giorno precedente l’inizio.
- Al lavoratore spettano per iscritto le informazioni essenziali: mansioni, orario, retribuzione, ferie, preavviso, contratto applicato.
- Costo indicativo: 1,3–1,5 volte la retribuzione lorda annua, prima degli incentivi.
Quale contratto scegliere
| Contratto | Quando si usa | Da sapere |
|---|---|---|
| Tempo indeterminato | Esigenze stabili. | È la forma comune; spesso collegato agli incentivi più forti. |
| Tempo determinato | Esigenze temporanee. | Massimo 12 mesi senza causale, 24 con causale; numero massimo di proroghe e limiti percentuali sul personale. |
| Apprendistato | Giovani da formare, di solito tra 18 e 29 anni. | Contributi ridotti e retribuzione inferiore, con un piano formativo da rispettare. |
| Part-time | Orario ridotto, orizzontale o verticale. | Clausole flessibili ed elastiche solo se previste e accettate per iscritto. |
| Lavoro intermittente (a chiamata) | Prestazioni discontinue, per età o attività previste. | Limiti di giornate e comunicazione preventiva di ogni chiamata. |
| Somministrazione | Lavoratore assunto da un’agenzia e inviato da te. | Più costosa ma flessibile; l’agenzia gestisce gli adempimenti. |
Il tirocinio non è un contratto di lavoro: è formazione con un’indennità, con regole regionali e limiti precisi. Usarlo per coprire un posto di lavoro vero espone a sanzioni e alla trasformazione in rapporto subordinato.
Tempo determinato: limiti e causali
- Primi 12 mesi: nessuna motivazione richiesta.
- Oltre 12 e fino a 24 mesi, anche con proroghe o rinnovi: servono le causali previste dai contratti collettivi; fino al 31 dicembre 2026, in mancanza, si possono indicare esigenze tecniche, organizzative o produttive concordate con il lavoratore; oppure la sostituzione di altri lavoratori.
- Proroghe: al massimo 4 nei 24 mesi. Tra un contratto e il successivo vanno rispettati intervalli minimi, salvo eccezioni.
- Limiti quantitativi: di regola non oltre il 20% dei dipendenti a tempo indeterminato, salvo diverse previsioni dei contratti collettivi e le esenzioni per le piccole imprese.
- Superare i limiti o non indicare la causale quando serve fa trasformare il contratto in tempo indeterminato.
Periodo di prova
Il periodo di prova va scritto nella lettera di assunzione, prima dell’inizio del lavoro. Nei contratti a tempo indeterminato la durata la fissa il contratto collettivo, fino a un massimo di 6 mesi. Nei contratti a tempo determinato è proporzionato alla durata: in linea generale un giorno di prova ogni 15 giorni di calendario, con minimi e massimi fissati dalla legge, salvo previsioni più favorevoli dei contratti collettivi. Durante la prova entrambe le parti possono recedere senza preavviso né motivazione; il recesso va però comunicato e la prova deve essere stata effettiva.
I passi per assumere
- Contratto collettivo e livello: quello del tuo settore, con il livello corrispondente alle mansioni reali.
- Visite e formazione: se le mansioni lo prevedono, visita medica preventiva e formazione sulla sicurezza, da avviare subito: vedi formazione dei lavoratori.
- Comunicazione obbligatoria di assunzione online entro il giorno precedente l’inizio; per le imprese iscritte, posizione INPS e INAIL attive.
- Lettera di assunzione con le informazioni previste dalla legge: identità delle parti, luogo, mansioni, data di inizio, durata, prova, ferie, retribuzione, orario, preavviso, contratto collettivo, enti previdenziali, eventuali sistemi di monitoraggio automatizzati.
- Libro unico del lavoro e buste paga ogni mese, con versamenti di contributi e ritenute entro il 16 del mese successivo: vedi buste paga.
Quanto costa un dipendente
| Voce | Peso indicativo |
|---|---|
| Retribuzione lorda annua (13 o 14 mensilità) | Base di calcolo |
| Contributi INPS a carico dell’azienda | Circa il 30% della retribuzione, secondo settore e dimensioni |
| TFR | Circa il 7% della retribuzione |
| Premio INAIL | Da poco a molto, secondo il rischio dell’attività |
| Altri costi | Fondi del contratto collettivo, buoni pasto, formazione, consulente |
Per un primo conto, moltiplica la retribuzione lorda annua per 1,3–1,5. Gli incentivi (per giovani, donne, disoccupati di lunga durata, aree svantaggiate) possono ridurre molto i contributi, ma hanno requisiti precisi da verificare prima dell’assunzione: dopo non si recuperano.
Incentivi alle assunzioni: cosa verificare prima
Gli incentivi cambiano spesso, ma le verifiche da fare sono sempre le stesse:
- Requisiti del lavoratore: età, stato di disoccupazione, mesi senza un impiego regolarmente retribuito, residenza in determinate regioni, eventuali precedenti rapporti a tempo indeterminato.
- Requisiti dell’azienda: regolarità contributiva (DURC), rispetto dei contratti collettivi, assenza di licenziamenti recenti nella stessa unità produttiva, aumento dell’occupazione quando richiesto.
- Tipo di contratto: molti incentivi valgono solo per il tempo indeterminato o per le trasformazioni da tempo determinato.
- Procedura: alcuni richiedono una domanda all’INPS prima o subito dopo l’assunzione, con fondi limitati.
- Cumulabilità con altri benefici e limiti per gli aiuti di Stato.
Un incentivo perso per un dettaglio formale non si recupera: fai verificare prima della firma.
Collaboratori e partite IVA: quando si possono usare
Una collaborazione o un professionista con partita IVA vanno bene per incarichi autonomi: chi lavora organizza da sé tempi e modi e risponde del risultato. Se invece la persona ha orari fissi, riceve direttive continue, usa i tuoi strumenti e lavora solo per te, il rapporto è di fatto subordinato. Le collaborazioni organizzate dal committente sono trattate come lavoro dipendente e i controlli guardano a come si lavora, non al nome del contratto. Sulle regole della partita IVA per chi lavora in prevalenza per un solo committente vedi partita IVA e regimi.
Errori da evitare
- Inquadrare a un livello più basso delle mansioni reali: il lavoratore può chiedere le differenze per anni.
- Far iniziare a lavorare prima della comunicazione: è lavoro irregolare, con sanzioni pesanti.
- Usare partite IVA o collaborazioni per rapporti che di fatto sono subordinati: rischio di riqualificazione con arretrati e sanzioni.
- Rinnovare contratti a termine senza contare durata complessiva, proroghe e intervalli.
- Dimenticare la sicurezza: DVR, formazione e visite valgono dal primo dipendente, vedi valutazione dei rischi.
Cosa fa il consulente su Intervento
Descrivi l’attività, le mansioni, l’orario e la durata che hai in mente, e se la persona ha requisiti per incentivi (età, stato di disoccupazione). L’orientamento gratuito ti dice quali sono i punti da chiarire. Con l’Esperto un consulente del lavoro iscritto all’albo ti risponde per iscritto entro 4 ore: contratto consigliato, livello, costo annuo stimato e incentivi possibili. Con il livello Soluzione si occupa di assunzione, lettera e buste paga, su preventivo.
Questa guida descrive le regole generali in vigore al 20 ottobre 2026. Contratti collettivi, incentivi e limiti cambiano spesso: per un’assunzione verifica sempre le condizioni aggiornate prima della firma.