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Sicurezza sul lavoro · Valutazione dei rischi (DVR)

Documento di valutazione dei rischi (DVR): chi deve farlo, cosa contiene, quando aggiornarlo

Il DVR è obbligatorio per ogni datore di lavoro che abbia anche un solo lavoratore, compresi soci lavoratori, apprendisti, stagisti e collaboratori che lavorano nei tuoi locali. Lo firma il datore di lavoro, che non può delegarlo, insieme al responsabile del servizio di prevenzione (RSPP) e al medico competente se nominato, e deve avere data certa. Va aggiornato quando cambiano lavorazioni, macchine, organizzazione o dopo un infortunio significativo. Chi non lo fa rischia l’arresto da 3 a 6 mesi o un’ammenda di migliaia di euro.

Aggiornato il Lettura 5 minuti Guida di Intervento.it · al tuo caso risponde un consulente della sicurezza verificato

In breve

  • Obbligatorio da un lavoratore in su: non esiste più l’autocertificazione per le piccole imprese.
  • Fino a 50 lavoratori si possono usare le procedure standardizzate nazionali, ma il documento va comunque adattato alla tua realtà.
  • Il DVR deve avere data certa: firme di datore, RSPP, medico competente e rappresentante dei lavoratori, o PEC, o altro sistema che provi la data.
  • Va rielaborato entro 30 giorni da modifiche importanti o da un infortunio significativo.
  • Il DVR non è un modulo: deve corrispondere a quello che succede davvero nei tuoi locali, ed è la prima cosa che un ispettore chiede.

Chi deve fare il DVR

Per la legge è lavoratore chiunque svolga un’attività nella tua organizzazione, anche senza retribuzione. Quindi devi fare il DVR se hai:

  • dipendenti, a tempo pieno o parziale, anche stagionali o a chiamata;
  • apprendisti, tirocinanti, stagisti;
  • soci lavoratori di società, anche di persone, e collaboratori che lavorano nei tuoi locali;
  • volontari nelle associazioni, con alcune semplificazioni.

Non serve per il lavoratore autonomo senza alcun collaboratore, né per l’impresa familiare composta solo da familiari, che hanno però altri obblighi minimi (attrezzature a norma, dispositivi di protezione). Per colf e badanti valgono regole semplificate: ne parliamo in colf e badanti.

Cosa deve contenere

ParteCosa ci va
Descrizione dell’aziendaAttività, luoghi di lavoro, organizzazione, orari, mansioni e lavoratori per mansione.
Valutazione dei rischiPer ogni ambiente e mansione: rischi presenti, probabilità e gravità, criteri usati per valutarli.
Misure di prevenzione e protezioneCosa hai già fatto: attrezzature, procedure, dispositivi di protezione individuale, segnaletica.
Programma di miglioramentoCosa farai, entro quando e chi se ne occupa.
Figure della sicurezzaNomi di RSPP, medico competente (se serve), rappresentante dei lavoratori, addetti antincendio e primo soccorso.
Mansioni a rischio specificoQuelle che richiedono capacità, formazione o addestramento particolari.
Rischi particolariStress lavoro-correlato, lavoratrici in gravidanza, differenze di età e di genere, lavoratori stranieri, incendio, rumore, vibrazioni, agenti chimici, movimentazione dei carichi, videoterminali, a seconda dell’attività.

Alcuni rischi richiedono valutazioni tecniche dedicate, spesso con misure strumentali: rumore e vibrazioni, agenti chimici, campi elettromagnetici, atmosfere esplosive. Il DVR le richiama e ne riporta i risultati.

Piccole imprese: le procedure standardizzate

Le aziende fino a 50 lavoratori possono redigere il DVR seguendo le procedure standardizzate approvate a livello nazionale, con moduli guidati. È una semplificazione del formato, non del contenuto: i rischi vanno comunque individuati per le tue lavorazioni reali, e un modulo compilato con frasi generiche non regge a un’ispezione né, soprattutto, protegge le persone.

Non possono usare le procedure standardizzate, tra le altre, le aziende con rischi particolari come quelle esposte ad agenti biologici o chimici rilevanti, a rischio di incidente rilevante, o le attività estrattive. Esistono anche strumenti informatici gratuiti messi a disposizione dall’INAIL per alcuni settori, come uffici, commercio e ristorazione.

I rischi più sottovalutati nelle piccole imprese

  • Stress lavoro-correlato: va valutato in tutte le aziende, anche negli uffici, con un metodo riconosciuto (indicatori come assenze, turnover, carichi di lavoro, lamentele) e il coinvolgimento dei lavoratori.
  • Incendio ed emergenze: valutazione del rischio incendio, piano di emergenza quando richiesto, estintori controllati, vie di fuga libere e addetti formati. Le regole sono state riscritte dai decreti del 2021 sulla prevenzione incendi.
  • Movimentazione manuale dei carichi: magazzini, commercio, ristorazione e assistenza; serve una valutazione con metodi standard, non una frase generica.
  • Lavoratrici in gravidanza e allattamento: il DVR deve già indicare le mansioni incompatibili e le alternative, prima che la situazione si presenti.
  • Lavoro da soli e in trasferta: chi lavora isolato, guida per lavoro o va presso clienti ha rischi propri, spesso dimenticati.
  • Appalti e ditte esterne: se nei tuoi locali lavorano imprese esterne (pulizie, manutenzioni), serve coordinarsi e spesso redigere il DUVRI: vedi cantieri e appalti.

Come si fa una valutazione dei rischi, in pratica

  1. Sopralluogo di tutti gli ambienti, incluse aree esterne, magazzini, veicoli e luoghi presso clienti.
  2. Elenco delle mansioni e di ciò che fa davvero ogni persona, parlando con i lavoratori e con il loro rappresentante.
  3. Individuazione dei pericoli per ogni mansione: macchine, sostanze, posture, ambienti, organizzazione.
  4. Stima del rischio combinando probabilità e gravità del danno, con misure strumentali dove servono (rumore, chimico, vibrazioni).
  5. Misure e priorità: prima eliminare il rischio alla fonte, poi le protezioni collettive, infine i dispositivi individuali e la formazione.
  6. Programma con scadenze e responsabili, e verifica periodica che le misure funzionino.

Chi lo scrive e chi lo firma

  • La valutazione è un obbligo del datore di lavoro e non si può delegare: puoi farti aiutare, ma la responsabilità resta tua.
  • La collabora il RSPP, interno o esterno; nelle piccole aziende il datore può svolgere lui stesso il ruolo di RSPP dopo il corso previsto. Su nomine e figure c’è RSPP e nomine.
  • Partecipa il medico competente, quando la sorveglianza sanitaria è obbligatoria per i rischi presenti.
  • Va consultato il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza (RLS), che firma il documento o ne riceve copia.

Il DVR va conservato nell’unità produttiva, anche su supporto informatico, ed esibito su richiesta degli organi di vigilanza.

Quando va aggiornato

Il DVR va rielaborato, entro 30 giorni, quando:

  • cambiano in modo significativo il processo produttivo o l’organizzazione: nuove lavorazioni, nuove macchine, nuovi locali, turni di notte;
  • cambiano le conoscenze tecniche o le norme;
  • c’è stato un infortunio significativo o la sorveglianza sanitaria ne mostra la necessità.

Le misure di prevenzione vanno aggiornate subito, anche prima della rielaborazione del documento. Al di là degli obblighi, una revisione all’anno con il RSPP, magari nella riunione periodica, evita che il documento invecchi senza accorgersene. Sugli infortuni vedi infortuni e prevenzione.

Cosa succede senza DVR o con un DVR non adeguato

L’omessa valutazione dei rischi e la mancata redazione del documento sono punite con l’arresto da 3 a 6 mesi o con un’ammenda di alcune migliaia di euro, con importi rivalutati periodicamente; le pene sono più alte per le attività più pericolose. Un DVR incompleto o non aggiornato ha sanzioni proprie. Nelle ispezioni di ASL e Ispettorato del lavoro di solito ricevi una prescrizione: se la rispetti entro il termine e paghi un quarto del massimo dell’ammenda, il reato si estingue. Come gestire un verbale lo spieghiamo in ispezioni e verbali.

La conseguenza più seria arriva dopo un infortunio: un DVR assente o di facciata pesa sulla responsabilità penale del datore e, per le società, sulla responsabilità dell’ente.

Cosa fa il consulente su Intervento

Descrivi la tua attività: settore, numero di lavoratori e mansioni, locali, macchine e sostanze usate. Allega il DVR attuale se ce l’hai. L’orientamento gratuito ti dice quali obblighi hai e cosa manca con più urgenza. Con l’Esperto un consulente della sicurezza verificato legge il tuo documento e ti risponde per iscritto entro 4 ore: cosa è adeguato, cosa va integrato, quali valutazioni specifiche servono. Con il livello Soluzione ti propone un preventivo per redigere o aggiornare il DVR; per un’assistenza continua durante l’anno c’è l’abbonamento per le aziende.

Da sapere

Questa guida descrive gli obblighi generali del D.Lgs. 81/2008 in vigore al 20 ottobre 2026. Settori come edilizia, sanità o industria chimica hanno obblighi ulteriori: indica sempre la tua attività quando chiedi un parere.

Richieste come queste

Scrivile con parole tue: i termini tecnici li trova l’AI e il professionista legge i documenti che alleghi.

  • Ho un bar con due dipendenti part-time: devo fare il DVR o basta un modulo?
    Parti da questo esempio
  • Il DVR della mia officina è del 2019 e da allora abbiamo comprato un ponte sollevatore e un forno di verniciatura.
    Parti da questo esempio
  • Uno studio di commercialisti con quattro impiegati: quali rischi vanno valutati oltre ai videoterminali?
    Parti da questo esempio
  • Mi è arrivata una richiesta della ASL di esibire il DVR entro dieci giorni e quello che ho è un modello scaricato.
    Parti da questo esempio

Domande sul documento di valutazione dei rischi

Il DVR è obbligatorio anche con un solo dipendente?

Sì. Il DVR è obbligatorio per ogni datore di lavoro con almeno un lavoratore, compresi apprendisti, stagisti e soci lavoratori. L’autocertificazione per le aziende fino a 10 lavoratori non esiste più dal 2013: oggi le piccole imprese possono usare le procedure standardizzate.

Chi può redigere il DVR?

La valutazione è un obbligo del datore di lavoro, che non può delegarlo. La fa con il RSPP, con il medico competente quando previsto e consultando il rappresentante dei lavoratori. Spesso il documento è preparato con l’aiuto di un consulente della sicurezza, ma la firma e la responsabilità restano del datore.

Ogni quanto va aggiornato il DVR?

Non c’è una scadenza fissa: va rielaborato entro 30 giorni quando cambiano lavorazioni, attrezzature, organizzazione o norme, e dopo infortuni significativi. È buona pratica rivederlo ogni anno con il RSPP.

Cosa vuol dire data certa del DVR?

Significa poter dimostrare la data in cui il documento è stato redatto. La legge la ritiene provata dalle firme di datore di lavoro, RSPP, rappresentante dei lavoratori e medico competente; si può usare anche la PEC o la marca temporale.

Cosa rischio se non ho il DVR?

L’arresto da 3 a 6 mesi o un’ammenda di alcune migliaia di euro. In un’ispezione di solito ricevi una prescrizione: se metti in regola entro il termine e paghi la sanzione ridotta, il reato si estingue. Dopo un infortunio, l’assenza del DVR aggrava molto la posizione del datore.

Quanto costa far controllare il DVR su Intervento?

L’orientamento è gratuito. La risposta scritta di un consulente della sicurezza verificato (Esperto) costa 29,90 € IVA inclusa, entro 4 ore; la redazione o l’aggiornamento del documento è con il livello Soluzione, su preventivo.

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