In breve
- Quota annua di TFR = retribuzione utile dell’anno diviso 13,5, meno un piccolo contributo dello 0,5%.
- Rivalutazione annua: 1,5% fisso più il 75% dell’aumento dei prezzi ISTAT.
- Anticipo: dopo 8 anni nella stessa azienda, fino al 70%, per spese sanitarie, acquisto della prima casa, alcuni congedi.
- Azienda fallita o insolvente: il TFR lo paga il Fondo di garanzia INPS, su domanda del lavoratore.
- Contributi non versati: segnala all’INPS e all’Ispettorato; quelli prescritti si recuperano solo con costi e procedure più complicate.
Come si calcola il TFR
- Ogni anno si prende la retribuzione utile: tutte le voci corrisposte in modo non occasionale, salvo esclusioni del contratto collettivo (spesso straordinari e rimborsi spese sono esclusi).
- Si divide per 13,5: il risultato è la quota dell’anno, a cui si toglie lo 0,5% della retribuzione per un contributo previdenziale.
- Il TFR accumulato negli anni precedenti si rivaluta ogni anno dell’1,5% più il 75% dell’inflazione misurata dall’ISTAT; sulla rivalutazione si paga un’imposta sostitutiva.
- Durante malattia, infortunio, maternità e cassa integrazione il TFR matura come se avessi lavorato.
Nel cedolino trovi spesso i progressivi del TFR, e il datore deve consegnarti il prospetto. Al momento del pagamento il TFR ha una tassazione separata, con un’aliquota media che l’Agenzia delle Entrate può poi ricalcolare.
Quando va pagato
- Alla fine del rapporto, per qualsiasi motivo (dimissioni, licenziamento, scadenza del contratto, pensione).
- I tempi li fissa il contratto collettivo: spesso entro 30, 60 o 90 giorni. Se il contratto non dice nulla, è esigibile subito.
- Se lavori in un’azienda con almeno 50 dipendenti e non hai scelto un fondo, il TFR maturato dal 2007 è versato al Fondo di tesoreria INPS, ma te lo paga comunque il datore.
- Se hai scelto un fondo pensione, il TFR è lì: alla fine del rapporto puoi chiedere al fondo il riscatto o lasciarlo per la pensione complementare, con una tassazione più favorevole.
Un esempio di calcolo
Un lavoratore con una retribuzione utile di 28.000 euro nell’anno:
| Passaggio | Calcolo | Importo |
|---|---|---|
| Quota lorda dell’anno | 28.000 ÷ 13,5 | 2.074,07 € |
| Contributo dello 0,5% | 0,5% di 28.000 | − 140,00 € |
| Quota accantonata | 1.934,07 € | |
| Rivalutazione di un TFR già accumulato di 10.000 €, con inflazione dell’1,5% | 1,5% + 75% di 1,5% = 2,625% | 262,50 € lordi |
| Imposta sostitutiva sulla rivalutazione | 17% di 262,50 | − 44,63 € |
I numeri reali dipendono dalle voci che il tuo contratto collettivo include nella retribuzione utile e dall’inflazione di ogni anno. Al pagamento, il TFR è tassato separatamente con un’aliquota media legata ai redditi degli anni precedenti.
TFR in azienda o nel fondo pensione?
Entro sei mesi dall’assunzione scegli se lasciare il TFR in azienda o versarlo a un fondo pensione; se non scegli, va al fondo previsto dal contratto collettivo. Nel fondo il TFR è investito e, alla pensione, ha una tassazione agevolata che scende con gli anni di partecipazione; spesso si aggiunge anche un contributo del datore. In azienda è rivalutato con la regola fissa ed è disponibile alla fine del rapporto. La scelta di aderire al fondo non si può revocare, mentre chi lo ha lasciato in azienda può cambiare idea in seguito.
Il datore non paga il TFR: cosa fare
- Chiedi per iscritto il pagamento, con il conteggio o la busta paga finale, e un termine.
- Diffida tramite sindacato, consulente o avvocato; si può anche chiedere all’Ispettorato del lavoro una conciliazione o una diffida accertativa per le somme risultanti dai documenti.
- Decreto ingiuntivo al giudice del lavoro sulla base dell’ultima busta paga e del prospetto TFR: è rapido e spesso provvisoriamente esecutivo.
- Pignoramento di conti o beni del datore se ancora non paga.
Il diritto al TFR si prescrive in 5 anni dalla fine del rapporto. Gli interessi e la rivalutazione corrono dalla scadenza.
Azienda fallita o insolvente: il Fondo di garanzia INPS
Se il datore è insolvente, il TFR e le ultime tre mensilità di retribuzione possono essere pagati dal Fondo di garanzia dell’INPS. Servono, a seconda dei casi:
- se l’azienda è soggetta a procedura concorsuale (fallimento, oggi liquidazione giudiziale, concordato, amministrazione straordinaria): l’ammissione del tuo credito allo stato passivo, con la domanda di insinuazione presentata nei termini;
- se non lo è (per esempio un piccolo imprenditore): un titolo come un decreto ingiuntivo e un tentativo di esecuzione rimasto senza esito.
La domanda si presenta online all’INPS, anche tramite patronato. I termini sono importanti: con una procedura aperta, presenta subito la domanda di insinuazione al curatore.
Anticipo del TFR
Con almeno 8 anni di servizio presso lo stesso datore puoi chiedere un anticipo fino al 70% del TFR maturato, una sola volta nel rapporto, per:
- spese sanitarie per terapie e interventi straordinari riconosciuti;
- acquisto della prima casa per te o per i figli, documentato con l’atto;
- spese durante i congedi parentali e formativi.
Le richieste sono soddisfatte ogni anno entro limiti numerici sul personale; il contratto collettivo o accordi individuali possono prevedere condizioni migliori. Se il TFR è in un fondo pensione, l’anticipo si chiede al fondo con regole proprie.
Contributi non versati dal datore
I contributi trattenuti in busta paga devono arrivare all’INPS. Per scoprirlo, controlla l’estratto conto contributivo nell’area riservata dell’INPS: se mancano mesi, raccogli buste paga e Certificazioni Uniche.
- Segnalazione all’INPS con la richiesta di accredito e all’Ispettorato del lavoro: l’ente può recuperarli dal datore.
- Prescrizione: dopo 5 anni l’INPS non può più riscuoterli. Per non perdere quei periodi nella pensione, il datore (o il lavoratore, in alcuni casi) può costituire una rendita vitalizia pagando l’importo, e il lavoratore può chiedere il risarcimento del danno al datore.
- Per i lavoratori dipendenti la pensione tiene comunque conto dei contributi dovuti e non versati entro certi limiti (principio di automaticità), salvo la prescrizione: per questo conviene muoversi presto.
Sugli avvisi e le gestioni INPS per chi lavora in proprio vedi INPS e contributi.
Cosa fa il consulente su Intervento
Descrivi la situazione e allega ultime buste paga, prospetto del TFR, lettera di dimissioni o licenziamento ed estratto conto INPS. L’orientamento gratuito ti dice quanto è urgente e quali termini stanno correndo. Con l’Esperto un consulente del lavoro iscritto all’albo verifica il calcolo e ti risponde per iscritto entro 4 ore: quanto ti spetta, entro quando, come chiederlo. Con il livello Soluzione prepara il conteggio dettagliato o la lettera di richiesta, su preventivo.
Questa guida descrive le regole generali in vigore al 20 ottobre 2026. I tempi di pagamento del TFR e le voci incluse nel calcolo dipendono dal contratto collettivo applicato: allegalo quando chiedi un parere.