In breve
- Scartata = non emessa. Hai 5 giorni dalla notifica per rimandarla corretta con lo stesso numero e la stessa data.
- Impossibilità di recapito = emessa e valida. Avvisa il cliente e dagli una copia: non rimandarla allo SDI.
- Dopo l’invio lo SDI ha fino a 5 giorni per rispondere: un’attesa di qualche ora o di un giorno è normale.
- Dal 15 maggio 2026 lo SDI accetta solo file conformi alle specifiche 1.9.1: se il programma non è aggiornato, gli scarti aumentano.
- Una fattura consegnata non si cancella: si storna con una nota di credito (TD04) e, se serve, se ne emette una nuova.
Le ricevute dello SDI: cosa ti sta dicendo
Ogni fattura passa dal Sistema di Interscambio dell’Agenzia delle Entrate, che la controlla e la recapita al cliente. L’esito arriva come ricevuta, che il tuo programma di fatturazione mostra con un nome o con una sigla.
| Ricevuta | Cosa significa | Cosa fare |
|---|---|---|
| Ricevuta di consegna (RC) | La fattura ha superato i controlli ed è stata recapitata al cliente. | Niente: è emessa. Va solo conservata. |
| Notifica di scarto (NS) | La fattura non ha superato i controlli. Per il Fisco non è emessa. La notifica contiene uno o più codici di errore. | Correggi e rimanda entro 5 giorni dalla notifica. |
| Impossibilità di recapito (MC) | La fattura è valida, ma lo SDI non è riuscito a consegnarla (codice destinatario o PEC assenti o non funzionanti). | Avvisa il cliente: la trova nella sua area riservata del sito dell’Agenzia. Non rimandarla. |
| Esito del committente e decorrenza termini (NE, DT) | Solo per le fatture alla Pubblica Amministrazione: l’ente accetta o rifiuta la fattura, oppure lascia passare 15 giorni senza rispondere. | Se viene rifiutata, leggi il motivo e segui le indicazioni dell’ufficio. |
Lo SDI ha fino a 5 giorni per elaborare un file. Se dopo questo tempo non hai ricevuto nulla, controlla lo stato della fattura nel portale Fatture e corrispettivi e verifica con chi ti fornisce il programma che l’invio sia partito davvero.
Fattura scartata: la regola dei 5 giorni
Una fattura scartata è come se non fosse mai stata emessa: il cliente non la riceve e non può registrarla. Il rimedio è semplice, se agisci in tempo.
- Leggi il codice di errore nella notifica di scarto: indica il campo sbagliato (vedi la tabella qui sotto).
- Correggi il dato nel programma di fatturazione. Se l’errore è nei dati del cliente, correggi anche la sua anagrafica, così non si ripete.
- Rimanda la fattura entro 5 giorni dalla data della notifica di scarto, con lo stesso numero e la stessa data della fattura originale: in questo modo è considerata emessa in tempo, come chiarito dall’Agenzia delle Entrate (circolare 13/E del 2018).
- Se i 5 giorni sono passati, emetti una nuova fattura con numero e data nuovi, che richiami quella scartata. La numerazione scartata va gestita nel registro, ad esempio annotandola: non sparisce da sola.
Due attenzioni. Non fare una nota di credito per una fattura scartata: non c’è niente da stornare. E per le fatture alla Pubblica Amministrazione valgono le indicazioni dell’ente destinatario, perché lo scarto e il rifiuto seguono regole proprie.
I codici di errore SDI più frequenti
I codici sono di cinque cifre e indicano il controllo non superato. Questi sono quelli che capitano più spesso a professionisti e piccole imprese.
| Codice | Cosa non va | Come correggere |
|---|---|---|
| 00200 | Il file non rispetta il formato della fattura elettronica. | Aggiorna il programma (dal 15 maggio 2026 vale il tracciato 1.9.1) e rigenera il file. Se capita su tutte le fatture, è un problema del software. |
| 00305 | Partita IVA del cliente non valida. | Controlla le cifre e verifica la partita IVA con il servizio dell’Agenzia o con il VIES per i clienti europei. |
| 00306 | Codice fiscale del cliente non valido (quando manca la partita IVA). | Ricopia il codice fiscale dalla tessera sanitaria del cliente. |
| 00311 e 00312 | Codice destinatario inesistente o non più attivo. | Chiedi al cliente il codice giusto. Se non lo sa, usa 0000000: la fattura arriva comunque nella sua area riservata. |
| 00313 | Hai usato XXXXXXX per un cliente italiano. | XXXXXXX vale solo per i clienti esteri. Per un italiano usa il suo codice o 0000000. |
| 00324 | Partita IVA e codice fiscale del cliente non corrispondono. | Per le società il codice fiscale è spesso uguale alla partita IVA: controlla di non aver indicato quello del legale rappresentante. |
| 00327 | Codice fiscale di un Gruppo IVA al posto di quello del singolo partecipante (controllo attivo dal 15 maggio 2026). | Indica il codice fiscale della singola società del gruppo. |
| 00400 e 00401 | IVA a zero senza il codice «Natura», o Natura indicata con un’aliquota diversa da zero. | Con aliquota 0 indica la Natura corretta (per esempio N2.2 per i forfettari); con IVA ordinaria togli la Natura. |
| 00403 | Data della fattura successiva alla data in cui lo SDI l’ha ricevuta. | Non si può inviare una fattura con data futura: correggi la data. |
| 00404 | Fattura duplicata: lo SDI ha già ricevuto una fattura con lo stesso numero, data e mittente. | Controlla se la prima era stata consegnata: in quel caso non c’è niente da rimandare. |
| 00417 | Mancano sia la partita IVA sia il codice fiscale del cliente. | Inserisci almeno uno dei due: per un privato serve il codice fiscale. |
| 00421, 00422, 00423 | Imposta, imponibile o prezzo totale di riga non calcolati come previsto (spesso per arrotondamenti o sconti). | Ricalcola le righe e il riepilogo IVA; se usi sconti, controlla che siano indicati come percentuale o importo. |
| 00424 | Aliquota IVA scritta come decimale (0.22) invece che come percentuale (22.00). | Correggi il formato dell’aliquota. |
Se la notifica riporta più codici, correggili tutti prima di rimandare: lo SDI ricontrolla l’intero file e un secondo scarto fa ripartire i 5 giorni, ma ti fa perdere tempo.
Impossibilità di recapito: la fattura è valida
È la ricevuta che spaventa di più, ed è quella che preoccupa di meno. Significa che lo SDI ha accettato la fattura ma non è riuscito a recapitarla: il cliente non ha indicato un codice destinatario o una PEC, la PEC è piena o non attiva, oppure il cliente è un privato o un forfettario senza canale di ricezione.
- La fattura è emessa con la data indicata: non va corretta né rimandata. Rimandarla genererebbe uno scarto per fattura duplicata.
- Avvisa il cliente e mandagli una copia, anche in PDF, ricordandogli che l’originale è nella sua area riservata del portale Fatture e corrispettivi.
- Per il cliente con partita IVA, la data di ricezione è quella in cui prende visione della fattura nell’area riservata: da lì può registrarla e detrarre l’IVA.
Se la PEC del cliente non funziona, la causa spesso è tecnica (casella piena, scaduta, indirizzo sbagliato): ne parliamo nella pagina su email e PEC.
Codice destinatario, PEC e clienti privati
Il codice destinatario dice allo SDI dove consegnare la fattura. Gli errori più comuni nascono qui.
- Cliente con partita IVA: il suo codice di 7 caratteri, oppure la sua PEC con codice 0000000. Se ha registrato un indirizzo telematico nel portale dell’Agenzia, la fattura arriva lì comunque.
- Privato consumatore: codice 0000000 e il suo codice fiscale. La fattura finisce nella sua area riservata; consegnagli anche una copia di cortesia, in PDF o su carta.
- Cliente forfettario o minimo senza codice: 0000000 e la sua partita IVA.
- Cliente estero: XXXXXXX, il suo identificativo fiscale con il codice del paese.
- Pubblica Amministrazione: il codice univoco ufficio di 6 caratteri, che trovi nell’Indice delle Pubbliche Amministrazioni (IPA) o nell’ordine dell’ente.
Fattura consegnata ma sbagliata: nota di credito
Una fattura consegnata non si può annullare né rimandare con lo stesso numero. Se l’importo, l’IVA o il cliente sono sbagliati:
- emetti una nota di credito (tipo documento TD04) che storni in tutto o in parte la fattura, richiamandone numero e data;
- se serve, emetti una nuova fattura corretta, con numero e data nuovi.
Per un importo da aumentare si usa invece la nota di debito (TD05). Per recuperare l’IVA con la nota di credito ci sono condizioni e limiti di tempo, e per alcuni errori formali, come una descrizione imprecisa, a volte basta una comunicazione al cliente: in questi casi conviene un parere prima di emettere documenti.
Forfettari e fattura elettronica
Dal 1° gennaio 2024 la fattura elettronica è obbligatoria anche per tutti i forfettari. Le differenze rispetto al regime ordinario sono poche ma frequenti negli scarti:
- niente IVA: aliquota 0 e Natura N2.2 sulle righe e nel riepilogo, con la dicitura che indica il regime;
- imposta di bollo di 2 euro sulle fatture sopra 77,47 euro, segnalata nel campo bollo virtuale; si paga con F24 in base al conteggio che l’Agenzia mette a disposizione ogni trimestre;
- niente ritenuta d’acconto, anche se il cliente è un sostituto d’imposta.
Su regimi, requisiti e passaggio all’ordinario c’è la pagina partita IVA e regimi.
Fatture ricevute: cosa controllare
Anche chi riceve ha qualche obbligo. Le fatture dei fornitori sono tutte nel portale Fatture e corrispettivi, anche quelle che il tuo programma non ha scaricato.
- Se un fornitore non ti ha mandato la fattura o l’ha emessa sbagliata, dal 1° aprile 2025 lo segnali all’Agenzia con un documento elettronico di tipo TD29, entro 90 giorni da quando la fattura avrebbe dovuto essere emessa. Se non lo fai, la sanzione può toccare anche a te.
- Controlla che partita IVA, importi e aliquote corrispondano a quanto concordato: una fattura sbagliata la deve correggere il fornitore, con una nota di credito.
Quando conviene un professionista
Uno scarto per un dato sbagliato si risolve da soli in pochi minuti. Conviene un parere quando non capisci il codice, quando lo scarto si ripete su tutte le fatture, quando i 5 giorni sono passati, quando devi decidere tra nota di credito e nuova fattura o quando l’errore riguarda l’IVA o il regime fiscale.
Su Intervento carichi la notifica di scarto o la fattura: l’orientamento gratuito ti dice che tipo di problema è e quanto è urgente. Con l’Analisi ottieni subito una lettura automatica completa del documento. Con l’Esperto un commercialista verificato legge la ricevuta e la fattura e ti dice per iscritto come correggerla. Se il problema è il programma o la PEC, il settore Tecnologia ha tecnici che ti assistono da remoto.
Questa guida spiega le regole generali in vigore al 20 ottobre 2026. Le soluzioni ai codici di errore valgono per i casi più comuni: se lo scarto riguarda IVA, regime fiscale o fatture alla Pubblica Amministrazione, fallo controllare prima di rimandare.