In breve
- Email in spam con dominio proprio: verifica i record SPF, DKIM e DMARC del dominio.
- Account violato: password nuova, due fattori, controllo di inoltri automatici e dispositivi collegati.
- PEC: la ricevuta di consegna vale come prova; una casella piena non salva il destinatario.
- Imprese, professionisti iscritti agli albi e amministratori di società devono avere un domicilio digitale.
- Una PEC funziona come raccomandata solo verso un’altra PEC; verso una email normale prova solo l’invio.
Problemi frequenti con la posta
| Problema | Cause probabili | Cosa fare |
|---|---|---|
| Le mie email finiscono in spam | Dominio senza SPF, DKIM, DMARC; invii massivi; contenuti sospetti | Far configurare i record DNS; usare un servizio dedicato per le newsletter |
| Non ricevo più email | Casella piena, filtri o inoltri, dominio scaduto | Controllare spazio, regole, scadenza del dominio |
| Email respinte con un messaggio di errore | Indirizzo errato, server in lista nera, casella del destinatario piena | Leggere il codice di errore nel messaggio di ritorno |
| Non sincronizza sul telefono | Password cambiata, impostazioni IMAP/SMTP errate, protezioni del provider | Rimuovere e riconfigurare l’account, usare password per app se richiesta |
| Amici ricevono email strane da me | Account violato o indirizzo falsificato | Cambiare password, due fattori, controllare inoltri e accessi |
Posta con il dominio aziendale
Chi usa un indirizzo del tipo nome@azienda.it deve avere il dominio configurato correttamente, altrimenti i grandi servizi di posta rifiutano o spostano in spam i messaggi:
- SPF indica quali server possono inviare per il tuo dominio;
- DKIM firma i messaggi per dimostrare che non sono stati alterati;
- DMARC dice cosa fare con i messaggi che non superano i controlli e ti invia rapporti.
Si impostano nei DNS del dominio, di solito nel pannello del fornitore di hosting. Se mandi newsletter, usa un servizio dedicato e rispetta le regole sul consenso: vedi cookie e privacy del sito. Per dominio e hosting vedi siti e hosting.
Account violato e truffe via email
- Cambia la password da un dispositivo sicuro e attiva l’autenticazione a due fattori.
- Controlla le regole di inoltro e i filtri: chi entra spesso imposta un inoltro nascosto per continuare a leggere la posta.
- Disconnetti i dispositivi e le app che non riconosci.
- Avvisa i contatti, soprattutto clienti e fornitori: la truffa più frequente è l’email con un IBAN cambiato per un pagamento. Conferma sempre le coordinate per telefono.
- Se la casella conteneva dati di clienti o dipendenti, valuta se è un data breach: vedi data breach.
PEC: come funziona e che valore ha
Quando invii una PEC ricevi due ricevute: la ricevuta di accettazione, che prova l’invio, e la ricevuta di avvenuta consegna, che prova che il messaggio è arrivato nella casella del destinatario, con data e ora. Tra due caselle PEC ha lo stesso valore di una raccomandata con ricevuta di ritorno. Conserva le ricevute complete, non solo il messaggio: sono la tua prova.
- Se la casella del destinatario è piena, ricevi un avviso di mancata consegna; per imprese e professionisti obbligati, la responsabilità della casella piena ricade su di loro.
- Una PEC inviata a una email normale prova solo l’invio, non la consegna.
- La PEC non garantisce l’identità di chi scrive se non è associata a una firma digitale o all’indirizzo ufficiale del mittente.
Se hai ricevuto una PEC con un atto, una diffida o un avviso, vedi lettere e PEC ricevute.
Chi deve avere la PEC
Devono avere un domicilio digitale, di solito una PEC, comunicato e attivo: le imprese iscritte al registro delle imprese, i professionisti iscritti in albi ed elenchi e, dal 2025, anche gli amministratori di società. Gli indirizzi sono pubblici negli elenchi ufficiali, da cui pubbliche amministrazioni, tribunali e altre imprese li prendono per le notifiche. Una PEC non rinnovata o mai letta non evita le notifiche: le rende solo più pericolose. Imposta una notifica sul telefono per i nuovi messaggi e rinnova il servizio prima della scadenza. I privati possono eleggere un domicilio digitale facoltativo.
Conservare e ritrovare la posta
Le caselle si riempiono e i servizi gratuiti possono cancellare i messaggi dopo un periodo di inattività. Per la posta di lavoro conviene una casella professionale con spazio adeguato e un archivio periodico. Le PEC con valore legale vanno conservate con le ricevute; molti gestori offrono un servizio di archiviazione. Prima di cambiare fornitore, esporta tutta la posta: vedi anche recupero dati.
Cosa fa il tecnico su Intervento
Descrivi il problema, il fornitore della posta o della PEC, il dispositivo e l’eventuale messaggio di errore. L’orientamento gratuito ti dice dove sembra stare il problema. Con l’Esperto un tecnico informatico verificato ti risponde per iscritto entro 4 ore con i passi da seguire o le impostazioni da chiedere al fornitore. Con il Live configurate insieme in videochiamata. Con il livello Soluzione configura i record del dominio o migra la posta, su preventivo.
Le indicazioni valgono in generale al 20 ottobre 2026; impostazioni e procedure cambiano tra fornitori. Non comunicare mai password o codici a chi ti contatta offrendo assistenza non richiesta.