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Tecnologia · Email e PEC

Email e PEC: posta che non arriva, account violati e come usare la PEC

Se le tue email finiscono in spam o vengono rifiutate, con un dominio aziendale la causa più frequente è la mancanza dei record SPF, DKIM e DMARC, che i grandi servizi di posta richiedono. Se non ricevi, controlla spazio della casella, filtri e cartella spam. Se l’account è stato violato, cambia subito la password da un dispositivo pulito, attiva l’autenticazione a due fattori e controlla le regole di inoltro. La PEC ha valore di raccomandata con ricevuta di ritorno: fa fede la ricevuta di avvenuta consegna, anche se il destinatario non la apre.

Aggiornato il Lettura 3 minuti Guida di Intervento.it · al tuo caso risponde un tecnico informatico verificato

In breve

  • Email in spam con dominio proprio: verifica i record SPF, DKIM e DMARC del dominio.
  • Account violato: password nuova, due fattori, controllo di inoltri automatici e dispositivi collegati.
  • PEC: la ricevuta di consegna vale come prova; una casella piena non salva il destinatario.
  • Imprese, professionisti iscritti agli albi e amministratori di società devono avere un domicilio digitale.
  • Una PEC funziona come raccomandata solo verso un’altra PEC; verso una email normale prova solo l’invio.

Problemi frequenti con la posta

ProblemaCause probabiliCosa fare
Le mie email finiscono in spamDominio senza SPF, DKIM, DMARC; invii massivi; contenuti sospettiFar configurare i record DNS; usare un servizio dedicato per le newsletter
Non ricevo più emailCasella piena, filtri o inoltri, dominio scadutoControllare spazio, regole, scadenza del dominio
Email respinte con un messaggio di erroreIndirizzo errato, server in lista nera, casella del destinatario pienaLeggere il codice di errore nel messaggio di ritorno
Non sincronizza sul telefonoPassword cambiata, impostazioni IMAP/SMTP errate, protezioni del providerRimuovere e riconfigurare l’account, usare password per app se richiesta
Amici ricevono email strane da meAccount violato o indirizzo falsificatoCambiare password, due fattori, controllare inoltri e accessi

Posta con il dominio aziendale

Chi usa un indirizzo del tipo nome@azienda.it deve avere il dominio configurato correttamente, altrimenti i grandi servizi di posta rifiutano o spostano in spam i messaggi:

  • SPF indica quali server possono inviare per il tuo dominio;
  • DKIM firma i messaggi per dimostrare che non sono stati alterati;
  • DMARC dice cosa fare con i messaggi che non superano i controlli e ti invia rapporti.

Si impostano nei DNS del dominio, di solito nel pannello del fornitore di hosting. Se mandi newsletter, usa un servizio dedicato e rispetta le regole sul consenso: vedi cookie e privacy del sito. Per dominio e hosting vedi siti e hosting.

Account violato e truffe via email

  1. Cambia la password da un dispositivo sicuro e attiva l’autenticazione a due fattori.
  2. Controlla le regole di inoltro e i filtri: chi entra spesso imposta un inoltro nascosto per continuare a leggere la posta.
  3. Disconnetti i dispositivi e le app che non riconosci.
  4. Avvisa i contatti, soprattutto clienti e fornitori: la truffa più frequente è l’email con un IBAN cambiato per un pagamento. Conferma sempre le coordinate per telefono.
  5. Se la casella conteneva dati di clienti o dipendenti, valuta se è un data breach: vedi data breach.

PEC: come funziona e che valore ha

Quando invii una PEC ricevi due ricevute: la ricevuta di accettazione, che prova l’invio, e la ricevuta di avvenuta consegna, che prova che il messaggio è arrivato nella casella del destinatario, con data e ora. Tra due caselle PEC ha lo stesso valore di una raccomandata con ricevuta di ritorno. Conserva le ricevute complete, non solo il messaggio: sono la tua prova.

  • Se la casella del destinatario è piena, ricevi un avviso di mancata consegna; per imprese e professionisti obbligati, la responsabilità della casella piena ricade su di loro.
  • Una PEC inviata a una email normale prova solo l’invio, non la consegna.
  • La PEC non garantisce l’identità di chi scrive se non è associata a una firma digitale o all’indirizzo ufficiale del mittente.

Se hai ricevuto una PEC con un atto, una diffida o un avviso, vedi lettere e PEC ricevute.

Chi deve avere la PEC

Devono avere un domicilio digitale, di solito una PEC, comunicato e attivo: le imprese iscritte al registro delle imprese, i professionisti iscritti in albi ed elenchi e, dal 2025, anche gli amministratori di società. Gli indirizzi sono pubblici negli elenchi ufficiali, da cui pubbliche amministrazioni, tribunali e altre imprese li prendono per le notifiche. Una PEC non rinnovata o mai letta non evita le notifiche: le rende solo più pericolose. Imposta una notifica sul telefono per i nuovi messaggi e rinnova il servizio prima della scadenza. I privati possono eleggere un domicilio digitale facoltativo.

Conservare e ritrovare la posta

Le caselle si riempiono e i servizi gratuiti possono cancellare i messaggi dopo un periodo di inattività. Per la posta di lavoro conviene una casella professionale con spazio adeguato e un archivio periodico. Le PEC con valore legale vanno conservate con le ricevute; molti gestori offrono un servizio di archiviazione. Prima di cambiare fornitore, esporta tutta la posta: vedi anche recupero dati.

Cosa fa il tecnico su Intervento

Descrivi il problema, il fornitore della posta o della PEC, il dispositivo e l’eventuale messaggio di errore. L’orientamento gratuito ti dice dove sembra stare il problema. Con l’Esperto un tecnico informatico verificato ti risponde per iscritto entro 4 ore con i passi da seguire o le impostazioni da chiedere al fornitore. Con il Live configurate insieme in videochiamata. Con il livello Soluzione configura i record del dominio o migra la posta, su preventivo.

Da sapere

Le indicazioni valgono in generale al 20 ottobre 2026; impostazioni e procedure cambiano tra fornitori. Non comunicare mai password o codici a chi ti contatta offrendo assistenza non richiesta.

Richieste come queste

Scrivile con parole tue: i termini tecnici li trova l’AI e il professionista legge i documenti che alleghi.

Domande su email e PEC

Perché le mie email finiscono nello spam?

Con un dominio proprio, la causa più comune è la mancanza dei record SPF, DKIM e DMARC che autenticano i messaggi. Contano anche invii massivi da caselle normali, link sospetti e la reputazione del server di invio.

Che valore ha la PEC?

Tra due caselle PEC ha lo stesso valore di una raccomandata con ricevuta di ritorno. La ricevuta di avvenuta consegna prova che il messaggio è arrivato nella casella del destinatario, anche se non l’ha aperto.

Chi è obbligato ad avere la PEC?

Le imprese iscritte al registro delle imprese, i professionisti iscritti ad albi ed elenchi e gli amministratori di società devono avere un domicilio digitale attivo. Per i privati è facoltativo.

Cosa succede se la PEC è piena?

Il mittente riceve un avviso di mancata consegna. Per imprese e professionisti obbligati, la casella piena è una loro responsabilità e la notifica può essere fatta per altre vie, come il deposito presso la Camera di commercio.

Cosa fare se l’account email è stato violato?

Cambiare password da un dispositivo sicuro, attivare i due fattori, eliminare inoltri e filtri sconosciuti, disconnettere i dispositivi non riconosciuti e avvisare i contatti, soprattutto chi deve fare pagamenti.

Quanto costa l’assistenza su Intervento?

L’orientamento è gratuito. La risposta scritta di un tecnico verificato (Esperto) costa 29,90 € IVA inclusa, entro 4 ore; con il Live configurate insieme in videochiamata a 69 €.

La posta ti dà problemi?

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