In breve
- Prima i soldi: blocca carta e home banking chiamando la banca, anche di notte.
- Poi le password, da un dispositivo pulito, partendo dall’email: chi controlla l’email può rubare tutti gli altri account.
- Verifica in due passaggi su email, banca, social e WhatsApp: rende inutile una password rubata.
- Ransomware: non pagare, scollega il computer dalla rete e non spegnerlo finché un tecnico non l’ha visto.
- La banca, l’Agenzia delle Entrate o un corriere non chiedono mai codici o password per SMS, email o telefono.
I primi 15 minuti: le priorità
- Carte e conti. Se hai inserito numero di carta, codici, credenziali del conto o un codice ricevuto per SMS, chiama il numero di blocco della banca o del circuito. Controlla i movimenti e i bonifici in uscita: alcuni si possono ancora fermare.
- Email principale. Cambia la password e attiva la verifica in due passaggi. Controlla che non siano stati aggiunti inoltri automatici, regole o indirizzi di recupero sconosciuti.
- Altri account con la stessa password. Cambiale tutte, ognuna diversa. Un gestore di password rende la cosa sostenibile.
- Sessioni aperte. Nelle impostazioni di sicurezza di email, social e servizi principali chiudi tutte le sessioni e rimuovi i dispositivi che non riconosci.
- Avvisa chi potrebbe ricevere messaggi a tuo nome: familiari, colleghi, clienti.
Fai queste operazioni da un dispositivo che sei sicuro sia pulito: se il computer è infetto, una password nuova digitata lì può essere rubata di nuovo.
Come riconoscere il phishing (la prossima volta)
- Urgenza e paura: «il tuo conto sarà bloccato», «pacco in giacenza», «rimborso in scadenza», «multa da pagare entro oggi».
- Link e mittenti che somigliano a quelli veri ma non lo sono: lettere scambiate, domini strani, link accorciati. Tieni premuto o passa il mouse sul link prima di aprirlo.
- Richiesta di codici: nessun operatore vero ti chiede codici ricevuti per SMS, PIN o password. Chi lo fa, anche al telefono con un numero che sembra quello della banca, è un truffatore.
- Allegati compressi, documenti con macro, fatture che non aspettavi. Le fatture elettroniche vere le trovi nel tuo programma o nel cassetto fiscale.
- Messaggi da conoscenti che chiedono soldi o codici con un numero nuovo («ho cambiato numero»): chiama la persona al numero che conosci.
Nel dubbio, non usare i link del messaggio: apri l’app ufficiale o scrivi l’indirizzo del sito a mano. Lettere e avvisi fiscali veri sono sempre nella tua area riservata: vedi avvisi dell’Agenzia delle Entrate.
Virus sul computer: segnali e cosa fare
Segnali tipici: programmi o estensioni del browser che non hai installato, pagina iniziale cambiata, pubblicità ovunque, computer lentissimo con la ventola sempre al massimo, antivirus disattivato, amici che ricevono email strane da te.
- Scollega dalla rete il computer se sospetti un’infezione seria.
- Fai una scansione completa con l’antivirus aggiornato. Su Windows la protezione integrata è adeguata per la maggior parte delle persone; la scansione offline trova anche ciò che si nasconde all’avvio.
- Rimuovi programmi ed estensioni sconosciuti e ripristina le impostazioni del browser.
- Aggiorna sistema operativo, browser e programmi: la maggior parte delle infezioni sfrutta falle già corrette.
- Se i sintomi restano, la soluzione più sicura è spesso il ripristino completo del sistema dopo aver salvato i dati, meglio con un tecnico.
Diffida di chi ti telefona o ti mostra un avviso sul browser dicendo che il tuo PC è infetto e chiede di installare un programma di assistenza remota: è una truffa diffusissima.
Ransomware: i file sono cifrati e chiedono un riscatto
- Isola subito il computer: cavo di rete e wifi staccati, dischi esterni scollegati. Se sei in ufficio, avvisa chi gestisce la rete: il ransomware si propaga.
- Non pagare: non c’è garanzia di riavere i file, finanzi i criminali e spesso vieni colpito di nuovo.
- Non spegnere e non formattare prima che un tecnico abbia valutato: per alcune varianti esistono strumenti di decifratura gratuiti, e le tracce servono per la denuncia.
- Recupera dai backup che non erano collegati al computer al momento dell’attacco.
- Se sei un’azienda e sono coinvolti dati personali di clienti o dipendenti, può scattare l’obbligo di notifica al Garante entro 72 ore: vedi violazione dei dati.
Account rubato: email, social, WhatsApp
- Email e social: usa la procedura ufficiale di recupero dell’account, che passa dal numero o dall’email di recupero; più presto la avvii, più è facile. Poi password nuova, verifica in due passaggi e controllo delle app collegate.
- WhatsApp: reinstalla l’app e registrati con il tuo numero; riceverai il codice per SMS e chi ha preso l’account viene disconnesso. Se è stata attivata la verifica in due passaggi da altri, dovrai attendere il periodo previsto. Avvisa i contatti di non dare seguito a richieste di soldi o codici.
- SIM: se il telefono non ha più campo all’improvviso e ricevi notifiche strane, chiama subito l’operatore: potrebbe essere un cambio di SIM fraudolento per intercettare i codici della banca.
- SPID: se sospetti che qualcuno abbia usato la tua identità digitale, contatta il gestore per sospenderla e verifica gli accessi.
Denuncia e rimborsi
Conserva le prove: screenshot dei messaggi con data e mittente, email complete, numeri di telefono, movimenti bancari. Poi fai denuncia alla Polizia Postale, anche online, o a qualsiasi ufficio di polizia o carabinieri: serve anche per chiedere il rimborso alla banca.
Per i pagamenti non autorizzati la banca deve rimborsare, salvo che dimostri tua frode o colpa grave; molto dipende da come è avvenuta la truffa. Se la banca rifiuta, si può fare reclamo e poi ricorso all’Arbitro bancario finanziario, con costi contenuti. Su come contestare c’è diritti del consumatore.
Come evitare che succeda di nuovo
- Verifica in due passaggi ovunque, preferendo l’app di autenticazione o le passkey agli SMS.
- Password diverse per ogni servizio, con un gestore di password.
- Aggiornamenti automatici attivi su computer, telefono e router.
- Backup regolari su un disco che stacchi dopo la copia e su un servizio cloud: è l’unica vera difesa dal ransomware. Se hai già perso dei file, vedi recupero dati.
- Account separati sul computer di casa: chi naviga non deve essere amministratore.
Cosa fa il tecnico su Intervento
Descrivi cosa è successo, cosa hai cliccato o installato e su quale dispositivo. L’orientamento gratuito ti dice quanto è urgente e qual è la prima cosa da fare. Con l’Esperto un tecnico informatico verificato ti risponde per iscritto entro 4 ore con i passi precisi per il tuo caso. Con il Live lo fai insieme a lui in videochiamata. Con il livello Soluzione interviene da remoto per pulire il computer, recuperare gli account o mettere in sicurezza i dispositivi, su preventivo.
Se sono a rischio soldi o persone, chiama subito la banca o il 112: un parere online non sostituisce il blocco di carte e conti. Non installare programmi di assistenza remota su richiesta di sconosciuti, nemmeno se dicono di essere tecnici.