In breve
- Odore di gas o allarme del monossido: niente interruttori né fiamme, finestre aperte, fuori di casa, 112.
- Il codice di errore cambia da marca a marca: il suo significato è nella tabella del libretto della tua caldaia o sul sito del produttore.
- Pressione sotto 1 bar a freddo è la causa più comune di blocco: si ripristina dal rubinetto di carico come spiegato nel libretto.
- Il tasto di sblocco si preme una volta. Blocchi ripetuti indicano un guasto che va visto dal tecnico.
- Dal 2025 le caldaie alimentate solo a gas non danno più diritto alle detrazioni; restano agevolati sistemi ibridi e pompe di calore.
Prima di tutto: quando è un’emergenza
- Odore di gas: non accendere né spegnere luci o apparecchi, non usare il telefono dentro casa, apri porte e finestre, chiudi il rubinetto del gas al contatore se è facile da raggiungere, esci e chiama il 112 o il pronto intervento del distributore del gas.
- Allarme del rilevatore di monossido di carbonio o sintomi come mal di testa, nausea e sonnolenza in più persone della casa: apri le finestre, spegni la caldaia, esci all’aria aperta e chiama il 112. Il monossido non ha odore.
- Acqua che esce dalla caldaia in quantità o odore di bruciato: spegni la caldaia dall’interruttore, chiudi il rubinetto dell’acqua e chiama il tecnico.
Su bruciatore, valvola del gas, scarico dei fumi e collegamenti elettrici interni non dare retta a tutorial: sono interventi riservati per legge a tecnici abilitati e un errore può essere letale.
I codici di errore: come capirli
Ogni marca usa i propri codici, quindi lo stesso codice può voler dire cose diverse su due caldaie. Il significato preciso è nella tabella del libretto d’istruzioni o sul sito del produttore, cercando il modello scritto sulla targhetta. I codici però ricadono quasi sempre in poche famiglie:
| Famiglia di errore | Cosa succede | Cosa puoi fare |
|---|---|---|
| Mancata accensione o fiamma | La caldaia prova ad accendersi ma non rileva la fiamma: gas che non arriva, elettrodi, scheda. | Verifica che il gas arrivi agli altri apparecchi e che il rubinetto sotto la caldaia sia aperto. Uno sblocco; se torna, tecnico. |
| Pressione dell’acqua | Pressione troppo bassa (spesso sotto 0,5–0,8 bar) o troppo alta. | Controlla il manometro e ripristina come da libretto. Se cala spesso, c’è una perdita da cercare. |
| Sovratemperatura | L’acqua nel circuito si scalda troppo: circolazione insufficiente, pompa, valvole chiuse. | Controlla che le valvole dei termosifoni non siano tutte chiuse. Se si ripete, tecnico. |
| Fumi o scarico | Problema nell’evacuazione dei fumi: ventilatore, pressostato, camino ostruito. | Non sbloccare più volte: chiama il tecnico. Riguarda la sicurezza. |
| Sonde e sensori | Una sonda di temperatura o di pressione dà valori fuori scala. | Il tecnico verifica e sostituisce la sonda. |
| Condensa (caldaie a condensazione) | Scarico della condensa intasato o ghiacciato. | In inverno controlla che il tubo esterno non sia gelato; altrimenti tecnico. |
Quando chiedi aiuto, indica marca, modello e codice e da quanto si ripete: con questi tre dati un tecnico capisce spesso la causa ancora prima di venire.
Pressione bassa: il blocco più comune
Nell’impianto di riscaldamento circola acqua sotto una leggera pressione. Il manometro, sul frontale o sul display, deve indicare a impianto freddo il valore che trovi nel libretto, di solito tra 1 e 1,5 bar.
- Se la pressione è bassa, il libretto spiega come aprire il rubinetto di carico sotto la caldaia fino al valore indicato e poi richiuderlo. È una delle poche operazioni previste per l’utente.
- Se devi ricaricare spesso, ogni settimana o più, c’è una perdita nell’impianto, una valvola di sicurezza che scarica o un vaso di espansione da controllare: serve il tecnico.
- Pressione troppo alta, oltre 2,5 bar a freddo, o valvola di sicurezza che gocciola: non aprire nulla e chiama il tecnico.
Termosifoni freddi o poco caldi
- Freddi in alto e caldi in basso: c’è aria nel termosifone. Si sfiata dalla valvolina in alto, a impianto spento e freddo, con un panno sotto; poi controlla la pressione, che dopo lo sfiato cala.
- Freddi solo alcuni: valvola chiusa o valvola termostatica bloccata; a volte serve bilanciare l’impianto.
- Tutti poco caldi: temperatura di mandata impostata bassa, cronotermostato, oppure fanghi nell’impianto che riducono la circolazione. Un lavaggio dell’impianto fatto dal tecnico risolve molti casi.
- Caldi ma la casa resta fredda: dispersioni dell’edificio, infissi, umidità. Qui conta l’isolamento più della caldaia.
Se manca l’acqua calda ma il riscaldamento funziona, o viceversa, il problema è spesso nella valvola deviatrice o nello scambiatore: è un lavoro per il tecnico.
Manutenzione, controllo fumi e libretto
Chi abita la casa, proprietario o inquilino, è responsabile dell’impianto. Gli obblighi principali:
- Manutenzione con la frequenza indicata dall’installatore o dal produttore, fatta da una ditta abilitata, che compila il libretto di impianto.
- Controllo di efficienza energetica (la prova dei fumi), con il rapporto da inviare al catasto impianti della tua Regione e il relativo contributo, il cosiddetto bollino. La frequenza dipende da potenza, combustibile e regole regionali: di solito ogni due o quattro anni per le caldaie domestiche.
- Conserva il libretto e i rapporti: servono in caso di controlli, vendita o affitto della casa e per la garanzia.
In affitto la manutenzione ordinaria spetta di solito all’inquilino, la sostituzione della caldaia al proprietario: vedi affitti e locazioni.
Riparare o sostituire? E i bonus 2026
Conviene valutare la sostituzione quando la caldaia ha più di 12–15 anni, i guasti si ripetono, i ricambi sono difficili da trovare o il preventivo di riparazione supera una parte importante del costo di una nuova. Un tecnico serio ti fa entrambi i conti.
Sui bonus, nel 2026:
- le caldaie alimentate solo a combustibili fossili, comprese quelle a condensazione a gas installate da sole, non sono più agevolate;
- restano detraibili i sistemi ibridi (pompa di calore con caldaia a condensazione), le pompe di calore, gli scaldacqua a pompa di calore e i generatori a biomassa: nel 2026 con il 50% sull’abitazione principale e il 36% sulle altre, in dieci anni;
- per pompe di calore e rinnovabili c’è anche il Conto Termico del GSE, un contributo diretto che non richiede di avere imposte da detrarre.
Per le pratiche e le detrazioni c’è la pagina bonus edilizi e detrazioni; per controllare il prezzo dell’offerta, fai vedere il preventivo a un tecnico.
Cosa fa il tecnico su Intervento
Descrivi il problema, scrivi marca, modello e codice di errore e manda una foto del display e del manometro. L’orientamento gratuito ti dice quanto è urgente e se è una cosa che puoi verificare da solo in sicurezza. Con l’Esperto un tecnico verificato ti risponde per iscritto entro 4 ore: cause probabili per la tua caldaia, cosa dire alla ditta e cosa aspettarti dal preventivo. Con il Live lo vedete insieme in videochiamata. Con il livello Soluzione ti prepara un preventivo dettagliato per l’intervento sul posto.
A distanza non diamo istruzioni su gas, combustione e parti elettriche interne: in quei casi il tecnico ti dice solo cosa fare per restare al sicuro e chi chiamare.
A distanza il tecnico fa una diagnosi e ti prepara a parlare con la ditta; non diamo istruzioni fai-da-te su gas, combustione o parti elettriche. Con odore di gas o allarme del monossido esci di casa e chiama il 112.