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Privacy e sicurezza per imprese · Nomine e registri

Registro dei trattamenti e nomine privacy: responsabili, autorizzati, DPO

Il registro dei trattamenti è obbligatorio per chi tratta dati in modo non occasionale, dati sanitari o sensibili, o ha più di 250 dipendenti: in pratica quasi ogni azienda con dipendenti o clienti abituali. I fornitori che trattano dati per tuo conto (consulente del lavoro, gestionale in cloud, assistenza informatica) vanno nominati responsabili del trattamento con un contratto, e i dipendenti autorizzati con istruzioni scritte. Il DPO serve solo agli enti pubblici e a chi tratta dati delicati o monitora persone su larga scala.

Aggiornato il Lettura 3 minuti Guida di Intervento.it · al tuo caso risponde un consulente privacy verificato

In breve

  • Registro dei trattamenti: di fatto obbligatorio per quasi tutte le imprese e i professionisti con dipendenti o clienti.
  • Ogni fornitore che tratta dati per tuo conto: contratto o nomina come responsabile.
  • Dipendenti e collaboratori: autorizzazione con istruzioni scritte e formazione.
  • DPO: obbligatorio per enti pubblici e per chi tratta dati delicati o monitora persone su larga scala.
  • Il medico di base, il piccolo studio o il negozio non sono obbligati ad avere il DPO.

Chi è chi nella privacy

RuoloChi èDocumento
TitolareL’azienda o il professionista che decide perché e come trattare i datiRegistro dei trattamenti, informative
ContitolariDue soggetti che decidono insieme (per esempio due società dello stesso gruppo su un sito comune)Accordo di contitolarità
Responsabile del trattamentoIl fornitore che tratta dati per conto del titolareContratto o atto di nomina
AutorizzatiDipendenti e collaboratori che trattano dati sotto l’autorità del titolareLettera di autorizzazione con istruzioni
Amministratore di sistemaChi gestisce server, reti e sistemi con accesso ai datiDesignazione, elenco e verifica annuale
DPOIl responsabile della protezione dei dati, interno o esternoDesignazione e comunicazione al Garante

Il registro dei trattamenti

È un documento, anche in formato elettronico, che elenca per ogni attività di trattamento:

  • finalità (gestione del personale, clienti, fornitori, marketing, videosorveglianza…);
  • categorie di persone e di dati;
  • destinatari e fornitori coinvolti, ed eventuali trasferimenti fuori dall’Unione europea;
  • tempi di conservazione;
  • misure di sicurezza adottate: vedi sicurezza informatica.

L’esenzione per le aziende sotto i 250 dipendenti vale solo per trattamenti occasionali e non delicati: la gestione delle buste paga o dell’elenco clienti non è occasionale, quindi il registro serve quasi sempre. Il Garante lo considera comunque il punto di partenza di ogni adeguamento. Anche i fornitori nominati responsabili devono tenere un proprio registro delle attività svolte per i clienti.

Nominare i fornitori come responsabili

Vanno nominati tutti i soggetti esterni che trattano dati per tuo conto: consulente del lavoro e commercialista per i dati che elaborano su tuo incarico, software gestionali e cloud, assistenza informatica, hosting e agenzie web, call center, chi gestisce l’impianto di videosorveglianza. Il contratto deve indicare oggetto, durata, istruzioni, misure di sicurezza, obbligo di riservatezza, regole sui sub-fornitori, assistenza in caso di data breach e restituzione o cancellazione dei dati alla fine. I grandi fornitori cloud inseriscono queste clausole nelle condizioni di servizio: vanno lette e conservate.

Non sono responsabili i soggetti che trattano dati per finalità proprie, come banche, corrieri o un avvocato che ti difende in giudizio.

Dipendenti e collaboratori autorizzati

Chi tratta dati in azienda deve ricevere una autorizzazione scritta che indichi a quali dati può accedere e con quali istruzioni: password personali, niente copie su supporti propri, schermo bloccato, documenti riposti, cosa fare se qualcosa va storto. Vanno affiancati da una breve formazione, da ripetere quando cambiano mansioni o strumenti. Quando un collaboratore lascia l’azienda, gli accessi vanno chiusi subito. L’amministratore di sistema, interno o esterno, va designato individualmente, i suoi accessi vanno registrati e il suo operato verificato almeno una volta l’anno.

Il DPO: quando serve davvero

  • Obbligatorio: per enti pubblici; per chi, come attività principale, monitora persone in modo regolare e sistematico su larga scala (per esempio app di localizzazione, programmi fedeltà con profilazione estesa); per chi tratta su larga scala dati sanitari, biometrici, giudiziari (ospedali, grandi laboratori, assicurazioni).
  • Non obbligatorio: per il singolo medico, il piccolo studio professionale, il negozio, la piccola impresa.
  • Quando c’è, va scelto per competenza, deve poter agire senza conflitti di interesse e i suoi dati di contatto vanno comunicati al Garante e pubblicati.

La valutazione d’impatto (DPIA)

Prima di avviare trattamenti che possono comportare un rischio elevato serve una valutazione d’impatto: per esempio videosorveglianza estesa, geolocalizzazione dei dipendenti, dati biometrici per le presenze, profilazione dei clienti, nuove tecnologie come sistemi di intelligenza artificiale che trattano dati personali. Il Garante ha pubblicato un elenco dei casi in cui è sempre richiesta. Vedi anche videosorveglianza.

La valutazione descrive il trattamento, ne verifica necessità e proporzionalità, individua i rischi per le persone e le misure per ridurli. Se il rischio resta elevato nonostante le misure, prima di iniziare va consultato il Garante. Non è un documento da fare una volta per tutte: va rivista quando cambiano strumenti o finalità.

Cosa fa il consulente su Intervento

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Da sapere

Questa guida descrive le regole generali in vigore al 20 ottobre 2026. Modelli scaricati e non adattati raramente descrivono i trattamenti reali: i documenti devono rispecchiare quello che fai davvero.

Richieste come queste

Scrivile con parole tue: i termini tecnici li trova l’AI e il professionista legge i documenti che alleghi.

Domande su registro e nomine privacy

Il registro dei trattamenti è obbligatorio per le piccole imprese?

Quasi sempre sì. L’esenzione sotto i 250 dipendenti vale solo per trattamenti occasionali e senza dati delicati, mentre la gestione del personale o dei clienti è continuativa. Il Garante lo raccomanda comunque a tutti.

Chi va nominato responsabile del trattamento?

Ogni fornitore che tratta dati personali per conto dell’azienda: consulente del lavoro, gestionale in cloud, assistenza informatica, hosting, agenzia web, gestore della videosorveglianza. Non chi tratta i dati per finalità proprie, come una banca.

Quando è obbligatorio il DPO?

Per gli enti pubblici, per chi monitora persone su larga scala come attività principale e per chi tratta su larga scala dati sanitari, biometrici o giudiziari. Non per il singolo medico, il piccolo studio o la piccola impresa.

Cosa deve contenere l’autorizzazione dei dipendenti?

I dati e i trattamenti a cui il dipendente può accedere e le istruzioni da seguire: credenziali personali, riservatezza, conservazione dei documenti, cosa fare in caso di incidente. Va accompagnata da formazione.

Cos’è l’amministratore di sistema e va nominato?

È chi gestisce server, reti e sistemi con accesso ai dati. Va designato individualmente, anche se esterno; i suoi accessi vanno registrati e il suo operato verificato almeno una volta l’anno.

Quanto costa un parere su Intervento?

L’orientamento è gratuito. La risposta scritta di un consulente privacy verificato (Esperto) costa 29,90 € IVA inclusa, entro 4 ore; registro e nomine sono con il livello Soluzione, su preventivo.

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